Un racconto corale fatto di legami, ferite e verità mai dette. Dal 4 al 15 febbraio
Dal 4 al 15 febbraio il Teatro Ambra Jovinelli accoglie uno degli appuntamenti più attesi della stagione: A casa tutti bene, adattamento teatrale dell’omonimo film di Gabriele Muccino. Un ritorno potente e carico di significato, che segna il passaggio di una storia amatissima dal grande schermo alla dimensione viva e ravvicinata del palcoscenico.
Lo spettacolo nasce da un testo di Gabriele Muccino, scritto con la collaborazione di Marcello Cotugno e Irene Alison, e porta in scena un affresco familiare intenso e spietatamente sincero. La regia è affidata allo stesso Muccino, che sceglie il teatro come luogo ideale per scavare ancora più a fondo nelle dinamiche emotive dei suoi personaggi.
Al centro della vicenda c’è una famiglia che si ritrova nella casa di sempre per celebrare gli ottant’anni della madre, Alba. Un’occasione che dovrebbe essere festosa, ma che si trasforma presto in una resa dei conti emotiva. Tra vecchi rancori mai risolti e nuove crepe che si aprono improvvisamente, emergono segreti, tradimenti, desideri inconfessati e fragilità profonde. Undici personaggi animano la scena, intrecciando relazioni complesse e dolorosamente riconoscibili.
A dare corpo e voce a questo racconto corale è un cast di grande livello: Giuseppe Zeno, Anna Galiena, Alice Arcuri, Ilaria Carabelli, Maria Chiara Centorami, Lorenzo Cervasio, Simone Colombari, Vera Dragone, Sandra Franzo, Alessio Moneta e Celeste Savino. Le loro interpretazioni restituiscono al pubblico un’umanità viva, imperfetta, spesso contraddittoria, capace di rispecchiare speranze e fallimenti comuni a tutti.
La scelta del teatro non è casuale. L’unità di tempo e di luogo – l’intera storia si svolge all’interno della casa di famiglia – rende il palco un vero e proprio microcosmo emotivo, dove ogni parola pesa e ogni silenzio parla. Qui, più che altrove, le tensioni si amplificano e lo spettatore diventa testimone diretto delle crepe che attraversano i legami familiari.
“A casa tutti bene” si conferma così un racconto universale, in cui è impossibile non riconoscersi: nelle aspettative disattese, negli amori che vacillano, nel bisogno disperato di sentirsi accettati. Uno spettacolo che non cerca risposte facili, ma invita a guardare in faccia la complessità degli affetti, trasformando il teatro in uno spazio intimo e condiviso, dove la famiglia – con tutte le sue imperfezioni – diventa lo specchio delle nostre vite.
Roberto Puntato