Visioni cinematografiche, grandi voci e un allestimento spettacolare per l’evento clou dell’estate romana
Roma si prepara a trasformare uno dei suoi luoghi più iconici in un palcoscenico monumentale: questa estate, l’“Aida” si espande oltre i confini tradizionali del teatro per conquistare l’immensità del Circo Massimo. A guidare questa ambiziosa impresa è Davide Livermore, che rilegge il capolavoro verdiano in una chiave spettacolare, immersiva e fortemente visiva, pensata per dialogare con uno spazio aperto di rara suggestione.
Dopo il debutto nel 2023, lo spettacolo evolve e si amplifica, trovando nel cielo notturno romano e nelle dimensioni imponenti del sito archeologico la sua dimensione ideale. Livermore, che firma anche i movimenti scenici, costruisce un racconto in cui teatro, cinema e tecnologia si intrecciano: le scenografie di Giò Forma, i costumi di Gianluca Falaschi, le luci di Antonio Castro e i video di D-Wok concorrono a creare un’esperienza visiva potente, capace di trasportare lo spettatore in un Egitto sospeso tra mito e contemporaneità.
Il cast vocale è di primo piano e si alterna in una serie di recite che promettono sfumature interpretative sempre diverse. Elena Stikhina debutta nel ruolo di Aida, affiancata da Yolanda Auyanet e Aleksandra Kurzak, mentre Angela Meade sorprende affrontando il ruolo di Amneris, affiancata da Valentina Pernozzoli. Sul fronte maschile, Radamès prende vita con le voci di Fabio Sartori e Luciano Ganci, mentre Amonasro vede l’alternanza tra Ernesto Petti e Ludovic Tézier. Completa il quadro Alex Esposito nel ruolo di Ramfis.
Sul podio, Daniele Callegari dirige l’Orchestra dell’Opera di Roma, mentre il coro, preparato da Ciro Visco, contribuisce a dare corpo e potenza a una partitura che, in questo contesto, acquista una dimensione ancora più epica.
Sei le serate in programma – il 12, 15, 18, 22, 26 e 28 luglio – tutte alle ore 21, per un appuntamento che si preannuncia come uno dei momenti più spettacolari della stagione estiva. Non solo un’opera, ma un vero evento capace di fondere musica, storia e visione in un’esperienza che punta a lasciare il segno.
Roberto Puntato