Prima assoluta in italiano al Teatro dell’Opera di Roma: Dante rinasce tra suono, psiche e visioni moderne
Il Teatro dell’Opera di Roma conferma la propria vocazione alla contemporaneità con Inferno di Lucia Ronchetti, nuova produzione che segna un momento centrale nella programmazione del lirico capitolino. Il 19 febbraio 2026 alle ore 20.00, al Teatro Costanzi, va in scena la prima esecuzione assoluta della versione italiana dell’opera, trasmessa in diretta su Rai Radio3.
Compositrice tra le più autorevoli nel panorama europeo, Ronchetti torna a collaborare con l’Opera di Roma dopo il successo del 2018 alle Terme di Diocleziano con Le avventure di Pinocchio. Oggi affronta la prima cantica della Divina Commedia di Dante Alighieri, trasformandola in un’esperienza musicale immersiva e stratificata.
«Ho immaginato Inferno come una successione di paesaggi sonori evocati da Dante, cangianti, metamorfici e apocalittici», spiega la compositrice. La partitura si sviluppa seguendo la spirale della discesa dantesca verso il centro della terra: il suono nasce direttamente dalla lingua del poeta, dalla sua tensione visionaria e dalla capacità di indagare le zone d’ombra della conoscenza.
Un ritorno alle radici linguistiche
Dopo il debutto del 2021 a Francoforte in lingua tedesca e in forma semi-scenica, la nuova produzione romana segna un cambio decisivo. Sul podio torna Tito Ceccherini, già protagonista della prima tedesca, che sottolinea come l’allestimento capitolino recuperi integralmente l’italiano: «Questa volta è tutto Dante, senza ibridazioni linguistiche».
Unica eccezione l’epilogo originale firmato da Tiziano Scarpa – Premio Strega 2009 con Stabat Mater – che dà voce a un Lucifero muto nel testo dantesco, colmando un silenzio carico di significato.
Ceccherini dirige l’Orchestra del Teatro dell’Opera di Roma insieme all’Ensemble Neue Vocalsolisten, chiamato a rappresentare la “voce interiore” di Dante. Nel cast spiccano il soprano Laura Catrani (Francesca da Rimini), il tenore Leonardo Cortellazzi (Ulisse), il basso Andreas Fischer (Lucifero) e l’attore Tommaso Ragno nel ruolo di Dante. Maestro del Coro è Ciro Visco.
Un Inferno mentale e contemporaneo
Il nuovo allestimento porta la firma del regista tedesco David Hermann, al suo debutto in Italia. Hermann – che al Costanzi curerà anche Ariadne auf Naxos dall’1 al 10 marzo – concepisce l’opera come un labirinto sonoro e visivo: brevi universi musicali si susseguono in un crescendo che conduce all’abisso.
La scena, ideata da Jo Schramm e illuminata dalle luci di Fabrice Kebour, abbandona ogni monumentalità medievale per collocare la vicenda in ambienti contemporanei, stanze spoglie e inquietanti abitate dai penitenti. Il viaggio ultraterreno diventa così un’esplorazione della psiche, un attraversamento delle fratture interiori dell’uomo moderno.
A imprimere un segno forte è anche la firma di Maria Grazia Chiuri per i costumi: la stilista romana – già applaudita per La Traviata con la regia di Sofia Coppola e per le collaborazioni con Eleonora Abbagnato – propone un’estetica essenziale e contemporanea che rielabora codici dello sportswear e dell’abbigliamento quotidiano, in dialogo con l’immaginario dantesco.
Le date
Dopo la prima del 19 febbraio 2026 (ore 20.00, in diretta su Radio3), Inferno torna in scena:
- domenica 22 febbraio (16.30)
- sabato 28 febbraio (18.00)
- martedì 3 marzo (20.00)
- sabato 7 marzo (20.00)
Con questa produzione il Teatro dell’Opera di Roma rinnova il proprio impegno verso la creazione contemporanea, affidando a una delle voci più autorevoli della musica d’oggi il compito di riscrivere l’Inferno per il nostro tempo: non solo luogo di dannazione, ma specchio inquieto della condizione umana.
Roberto Puntato