Alla Sala Casella la presentazione del CD “I canti dell’esilio”, dedicato alla riscoperta del compositore sardo
Mercoledì 18 marzo alle ore 19 la Sala Casella di Roma ospita un appuntamento dedicato alla riscoperta di Ennio Porrino, figura significativa ma a lungo dimenticata della musica italiana del Novecento. L’occasione è la presentazione del CD I canti dell’esilio, interpretato dal soprano Angela Nisi e dalla pianista Enrica Ruggiero e pubblicato nel 2025 dall’etichetta Brilliant Classics.
La serata, organizzata dall’Accademia Filarmonica Romana e condotta da Valentina Lo Surdo, vedrà anche l’intervento di Stefania Porrino, figlia del compositore. Il concerto offrirà al pubblico l’ascolto delle pagine principali del disco, tra cui i Canti dell’esilio del 1945 e una selezione dai Canti di stagione del 1935, opere che riportano l’attenzione sulla produzione vocale da camera di Porrino, rimasta per lungo tempo ai margini delle programmazioni concertistiche.
Nato a Cagliari nel 1910 e morto prematuramente a Roma nel 1959, Porrino fu uno degli allievi più promettenti di Ottorino Respighi. La sua musica, caratterizzata da un linguaggio personale e da una costante ricerca di modernità radicata nella tradizione italiana, conobbe negli anni Trenta e Quaranta una certa diffusione sia in Italia sia all’estero. Dopo la sua morte, tuttavia, la sua opera cadde progressivamente nell’oblio. A pesare furono anche le sue posizioni politiche durante il periodo fascista e un’estetica musicale percepita come distante dalle avanguardie che dominarono il panorama del dopoguerra.
Composti nel 1945, I canti dell’esilio riflettono il clima drammatico della fine della guerra e portano con sé un forte valore simbolico. Il tema dell’esilio rimanda infatti non solo a una dimensione poetica, ma anche alla frattura storica e personale che molti artisti vissero in quel momento. La raccolta diventa così una meditazione musicale su perdita, memoria e identità.
Diversa è l’atmosfera dei Canti di stagione, ciclo scritto nel 1935 e ispirato ai momenti dell’anno. Si tratta di brani dal carattere più luminoso, caratterizzati da una ricca tavolozza timbrica e ritmica. Durante il concerto sarà eseguito in particolare il quarto e ultimo pezzo del ciclo, “Autunnale – Ditirambo”.
Più che semplici liriche per voce e pianoforte, queste composizioni rivelano una scrittura raffinata e intensa, in cui poesia e musica si intrecciano in un gesto espressivo misurato ma profondamente evocativo. Il risultato è una musica che cerca, con discrezione, una forma di consolazione e di resistenza interiore in un periodo segnato da profonde crisi storiche.
Il disco presentato a Roma si inserisce nel più ampio progetto del Duo Nisi-Ruggiero intitolato Ascesa, apogeo, oblio di Ennio Porrino. L’iniziativa affianca alla dimensione concertistica e discografica un lavoro di ricerca, divulgazione e collaborazione con studiosi e con la famiglia del compositore. L’obiettivo è ricostruire il contesto artistico e storico in cui operò Porrino e restituire visibilità a un autore che in vita fu ampiamente riconosciuto.
Nel corso della serata Stefania Porrino ricorderà anche alcune delle principali iniziative dedicate alla tutela dell’eredità del padre, tra cui la donazione dell’archivio del compositore alla Bibliomediateca dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia nel 2019. Un gesto che ha contribuito a riaccendere l’interesse verso una figura importante del Novecento musicale italiano.
Il concerto alla Sala Casella si propone così non solo come presentazione discografica, ma come momento di riscoperta critica: un invito ad ascoltare nuovamente la musica di Ennio Porrino, non come semplice curiosità storica, ma come una voce capace di dialogare ancora con il presente.
Roberto Puntato