Dal 1° al 10 marzo 2026 il Teatro dell’Opera di Roma presenta un nuovo allestimento firmato da David Hermann in collaborazione con Semperoper Dresden. Sul podio Maxime Pascal, protagonista un cast internazionale
Dopo oltre tre decenni di assenza, Ariadne auf Naxos riapproda al Teatro dell’Opera di Roma, riportando al Costanzi uno dei titoli più affascinanti e metateatrali del catalogo straussiano. L’appuntamento è dal 1° al 10 marzo 2026, con la prima trasmessa in diretta su Radio3 Rai. Il nuovo allestimento, in coproduzione con la Semperoper Dresden, porta la firma registica di David Hermann.
Per il regista tedesco, l’opera è prima di tutto uno sguardo dentro il teatro stesso: un gioco di specchi che mette a nudo ambizioni, fragilità e rivalità di artisti alle prese con l’imprevisto. In questa lettura, il palcoscenico diventa un laboratorio emotivo dove convivono tensione tragica e ironia, slanci creativi e nevrosi da debutto. Hermann — al suo secondo impegno consecutivo nella stagione romana dopo Inferno di Lucia Ronchetti — costruisce uno spettacolo che attraversa due mondi: da una parte la dimensione drammatica e quasi brutale incarnata da Arianna, dall’altra un’atmosfera più leggera, dai colori pastello, che richiama l’eleganza settecentesca e una serenità solo apparente.
Composta da Richard Strauss su libretto di Hugo von Hofmannsthal, Ariadne auf Naxos è un congegno teatrale raffinato che riflette sul confine tra arte “alta” e intrattenimento popolare. L’opera accosta il linguaggio solenne del mito — Arianna abbandonata da Teseo — alla vivacità della commedia dell’arte, rappresentata da Zerbinetta e dalla sua compagnia. Ne nasce un cortocircuito stilistico che, nel primo Novecento, segnò uno degli esperimenti più audaci del teatro musicale europeo.
A dirigere l’Orchestra del Costanzi sarà Maxime Pascal, interprete particolarmente stimato nel repertorio del Novecento e contemporaneo. Il maestro francese torna a Roma dopo il concerto del 2017 dedicato a Thomas Adès, Luciano Berio e Francis Poulenc. Fondatore dell’ensemble Le Balcon nel 2008, Pascal ha costruito una carriera internazionale che lo ha portato sui podi di importanti istituzioni europee, distinguendosi per l’attenzione alle scritture più complesse e innovative.
Il cast riunisce nomi affermati e giovani talenti. Nel ruolo del titolo debutta Axelle Fanyo, già apprezzata dal pubblico romano per Adriana Mater di Kaija Saariaho. Bacchus è interpretato dal tenore finlandese Tuomas Katajala, presenza abituale in teatri come la Royal Opera House di Londra e la Staatsoper Unter den Linden di Berlino. Zerbinetta — cui spetta la virtuosistica aria “Großmächtige Prinzessin” — ha la voce del soprano Ziyi Dai, tra le giovani promesse più interessanti della scena internazionale.
Angela Brower veste i panni del Compositore, mentre Äneas Humm è Harlekin. Completano la compagnia Charles Morillon (Haushofmeister), Adrian Eröd (Musiklehrer), Matteo Ivan Rašić (Scaramuccio), Karl Huml (Truffaldino), Manuel Günther (Brighella), Michela Guarrera (Dryade), Lukáš Zeman (Perückenmacher), Dan Karlström (Tanzmeister) e Giovanni Di Deo (Offizier). Dal progetto “Fabbrica” Young Artist Program arrivano Jessica Ricci (Najade), Sofia Barbashova (Echo) e Dayu Xu (Lakai), a conferma dell’attenzione del teatro verso le nuove generazioni.
Dopo la serata inaugurale di domenica 1° marzo alle 19 — trasmessa anche in diretta radiofonica — le repliche sono in programma mercoledì 4 marzo alle 20, venerdì 6 alle 18, domenica 8 alle 16.30 e martedì 10 alle 20.
Il ritorno di Ariadne auf Naxos segna così un momento significativo per la stagione del Costanzi: un’opera che parla di arte e dei suoi conflitti torna a interrogare il pubblico contemporaneo, ricordando quanto il teatro sia, ancora oggi, il luogo privilegiato dove tragedia e leggerezza si sfiorano e si trasformano a vicenda.
Roberto Puntato