Un viaggio radicale nel desiderio svuotato, tra corpi, solitudini e contraddizioni umane. Dal 16 al 18 gennaio
Dal 16 al 18 gennaio 2026, nella sala black di Spazio Diamante, arriva Battuage, nuova produzione di Vucciria Teatro firmata da Joele Anastasi, che ne cura drammaturgia e regia. Lo spettacolo, prodotto dalla Fondazione Teatro di Napoli – Teatro Bellini, mette in scena un affresco crudele e necessario sui margini del desiderio contemporaneo, là dove il corpo diventa l’ultima lingua possibile per comunicare.
Il titolo richiama un termine usato per indicare luoghi di incontro anonimi e informali, spazi di passaggio e di consumo, dove l’intimità si consuma senza promessa né memoria. Parchi, bagni pubblici, parcheggi, spiagge, cinema dismessi: territori sospesi, aperti a chiunque e a nessuno, in cui il confine tra incontro occasionale e commercio del sesso si fa ambiguo, sottile, spesso indistinguibile. Battuage prende forma proprio in questo “non luogo”, trasformandolo in una mappa emotiva e morale del nostro tempo.
Al centro del racconto c’è Salvatore, giovane sex worker che osserva e attraversa questo universo con uno sguardo deformante e spietato. La sua voce guida lo spettatore dentro una dimensione dove il desiderio non genera più relazione, ma isolamento; non produce piacere, bensì una spirale di svuotamento. Salvatore non è una vittima né un personaggio redento: è un uomo che sceglie, che accetta di sacrificare valori, ideali e sacralità pur di restare in piedi in un mondo che sembra aver perso ogni orientamento.
In scena, il sesso diventa l’unico strumento di contatto tra esseri umani, una mediazione estrema che tenta di colmare distanze incolmabili. Ma ciò che emerge è un paesaggio umano abitato da solitudini gigantesche, incapaci di trasformarsi in legame, desiderose soltanto di sprofondare ancora di più in se stesse. L’eros, svuotato della sua forza vitale, si rovescia nel suo contrario: un impulso distruttivo, un gesto meccanico, privo di tensione emotiva.
Battuage è così una riflessione feroce sul fallimento del desiderio e sul suo paradossale annientamento. Un’indagine teatrale che mette a nudo l’uomo contemporaneo, sospeso tra bisogno di contatto e rifiuto della relazione, tra esposizione del corpo e desertificazione dell’anima. Attraverso una scrittura viscerale e un impianto scenico essenziale, lo spettacolo interroga lo spettatore su ciò che resta dell’eros quando smette di essere incontro e diventa solo sopravvivenza.
Alberto Leali