Lo spettacolo, vincitore del premio Ubu come miglior nuovo testo, racconta precarietà, competizione e identità smarrite nella società contemporanea
Dal 25 al 29 marzo il Teatro India ospita Bidibibodibiboo, spettacolo scritto e diretto da Francesco Alberici, tra le voci più incisive della nuova scena teatrale italiana. Vincitore del Premio Ubu 2024 come miglior nuovo testo, il lavoro si presenta come un ritratto amaro e ironico del mondo del lavoro contemporaneo, segnato da precarietà, ritmi esasperati e competizione senza tregua.
Al centro della vicenda c’è Pietro, impiegato a tempo indeterminato in una multinazionale, improvvisamente preso di mira da un superiore e trascinato in una spirale che sfocia nel licenziamento. A raccontare la sua storia è il fratello Daniele, drammaturgo, che decide di trasformare quella vicenda privata in materia teatrale. Da qui prende forma un gioco di specchi tra realtà e finzione, dove identità e ruoli si confondono fino a rendere indistinguibile ciò che è vissuto da ciò che è rappresentato.
La scena, ispirata a un interno domestico anni Cinquanta, restituisce un’atmosfera sospesa e disillusa: una cucina ordinaria, segnata però da dettagli di degrado e abbandono, diventa il simbolo di un sogno infranto. In questo spazio si consuma una riflessione più ampia su una generazione alle prese con scelte difficili, paure diffuse e un sistema lavorativo sempre più spietato.
Con uno stile che alterna sarcasmo e tenerezza, Alberici indaga anche il rapporto tra esperienza personale e creazione artistica, interrogandosi su quanto sia lecito trasformare il vissuto in racconto. Ne emerge una critica lucida alla cultura aziendale dominante, fatta di obiettivi “irragionevolmente alti” e di un linguaggio che ha colonizzato persino la sfera privata, ridefinendo il concetto stesso di tempo e successo.
Prodotto da SCARTI Centro di Produzione Teatrale d’Innovazione, lo spettacolo si inserisce in un percorso di ricerca che guarda al presente con sguardo disincantato, mettendo in scena una storia che, pur partendo da un caso individuale, finisce per parlare a tutti.
Alberto Leali