Uno spettacolo rinnovato che unisce musica, danza e teatro per raccontare fragilità e contraddizioni del presente
Dal 31 marzo al 2 aprile, OFF/OFF Theatre accoglie il ritorno di Manuela Zero con il suo spettacolo “Brotti! E non ridere che sei come loro”. Un ritorno particolarmente significativo, perché proprio su questo palcoscenico lo spettacolo aveva mosso i primi passi prima di intraprendere un percorso che lo ha portato nei teatri di tutta Italia e anche nel panorama digitale.
Firmato insieme a Davide Santi, che ne cura anche la regia, il progetto si presenta oggi in una veste rinnovata. Oltre alla scrittura condivisa, i due artisti hanno lavorato fianco a fianco anche sulla componente musicale, arricchita dagli arrangiamenti dal vivo e dalla presenza di strumenti come violino, violoncello e chitarra, affidati rispettivamente a Cecilia Drago, Lucia Libassi e Martino Panna. Le luci di Umberto Fiore contribuiscono a creare un’atmosfera sospesa, dove linguaggi diversi si fondono in modo armonico.
“Brotti!” si configura come un’opera ibrida, in cui prosa, musica e movimento scenico convivono per dare forma a un universo popolato da figure imperfette: uomini e donne segnati dalla vita, fragili, talvolta disfunzionali, ma profondamente umani. Personaggi che suscitano il sorriso senza mai scivolare nella derisione, perché in ciascuno di loro si riflette qualcosa di familiare.
Il progetto, prodotto da Daniele Lizambri, affronta temi complessi e attuali, indagando le crepe della società contemporanea e le sue derive psicologiche. Un lavoro che è valso a Manuela Zero il riconoscimento del Premio Amnesty International per il personaggio di Marí, una delle figure più intense dello spettacolo.
Questa nuova edizione rappresenta una tappa importante nel percorso dello spettacolo: dopo Roma, approderà per la prima volta a Milano, al Teatro Parenti il 25 e 26 aprile. Nel frattempo è già in cantiere “Brotti 2”, seguito previsto per la prossima stagione teatrale.
Una favola contemporanea sull’imperfezione
Ambientato in una penisola sorrentina immaginaria, fuori dal tempo e dalle coordinate reali, “Brotti!” racconta storie che sembrano appartenere a una tradizione antica, pur essendo profondamente radicate nel presente. I protagonisti sono come maschere di un folklore inesistente, segnate dagli urti dell’esistenza e trasformate in simboli di una fragilità universale.
Attraverso queste figure “rotte”, lo spettacolo compie un viaggio nel disordine della vita moderna, mettendo in dialogo passato e contemporaneità. Ne emerge una celebrazione dell’imperfezione, vista non come limite ma come essenza autentica dell’essere umano.
Le vicende si sviluppano su una trama musicale eseguita rigorosamente dal vivo, che accompagna e amplifica emozioni e pensieri. Tra i racconti più significativi, quello di Livio Maschiovero, che esplora il mondo maschile e le sue contraddizioni, e quello di Marí: una storia narrata attraverso la voce del compagno violento, che smaschera un rapporto tossico travestito da amore.
“Brotti!” trasforma così le fragilità in materia poetica, restituendo dignità e valore a ciò che spesso viene nascosto o rifiutato. Un’opera che invita a riconoscersi nell’imperfezione, rendendola non solo visibile, ma persino sacra.
Roberto Puntato