Dal 6 dicembre alla Galleria Lombardi un percorso in 35 opere che attraversa oltre mezzo secolo di ricerca astratta, nel secondo capitolo del progetto dedicato alla coppia Accardi–Sanfilippo
La Galleria Lombardi di Roma inaugura sabato 6 dicembre 2025 la mostra Carla Accardi. Segni dell’anima #2, ospitata nelle sedi di via di Monte Giordano 40 e, poco distante, alla Lombardi Project in via di Panico 13. Curata da Lorenzo e Enrico Lombardi, con un saggio critico in catalogo di Guglielmo Gigliotti, l’esposizione resterà aperta al pubblico fino al 24 gennaio 2026.
La mostra rappresenta il secondo appuntamento del progetto Segni dell’anima, iniziato nell’ottobre 2025 con la monografica dedicata ad Antonio Sanfilippo. La scelta di affiancare le due esposizioni risponde alla volontà di raccontare una delle avventure artistiche più significative del Novecento italiano: quella della coppia Accardi–Sanfilippo, uniti nella vita e nella ricerca sul segno come forma primaria di espressione e di conoscenza.
Un viaggio nel cuore dell’astrazione
In mostra 35 opere, dagli anni Cinquanta ai primi Duemila, che ripercorrono la centralità del segno nell’opera di Carla Accardi (Trapani, 1924 – Roma, 2014). Artista cardine dell’astrattismo europeo, Accardi ha trasformato la linea in un elemento vitale, un gesto capace di racchiudere energia, pensiero e percezione.
Il segno diventa così ritmo, respiro, traccia quotidiana: un principio, come ricorda Gigliotti citando il ’“Nulla dies sine linea” di Apelle, che l’artista ha coltivato per oltre sessant’anni, rendendo la linea una pulsazione continua, una forma di meditazione visiva che attraversa tele, carte e superfici in sicofoil.
Le opere chiave
Il percorso si articola attorno a lavori emblematici che testimoniano la varietà cromatica e formale della sua ricerca, tra dinamismo e trasparenze:
- Blu-verde (1964)
- Segni grigi (1972)
- Rossoargento (2001)
Tre opere che, pur lontane nel tempo, condividono la stessa tensione verso un linguaggio essenziale e vibrante, dove il colore dialoga con il segno in una struttura sempre rinnovata.
Nel suo saggio, Gigliotti descrive la linea accardiana come un tracciato che “torna su sé stesso in onde e volute”, capace di evocare strutture invisibili, memorie, labirinti interiori e la “trama segreta della materia”. Una pittura che si fa rivelazione e gioco, sintesi di libertà e necessità.
Un dialogo con Sanfilippo
Questa seconda tappa dei Segni dell’anima intende anche valorizzare il dialogo artistico tra Accardi e Sanfilippo, coppia il cui sodalizio creativo — dal fidanzamento nel 1944 alla separazione nel 1964 — ha segnato profondamente l’astrattismo italiano. In una lettera del 1946, Sanfilippo scriveva a Carla: «Noi siamo diversi perché al di sopra di tutte le cose che si vivono materialmente collochiamo la nostra arte sublime». È da questo principio condiviso che nasce una ricerca complementare, fatta di rimandi, influenze e differenze che la mostra intende evidenziare.
Un omaggio alla poesia del segno
Carla Accardi. Segni dell’anima #2 offre quindi uno sguardo ampio sulla produzione dell’artista, restituendone la forza poetica, l’immediatezza e il senso di libertà. Una narrazione che completa e arricchisce il ritratto dell’astrazione italiana, sottolineando quanto la voce di Accardi rimanga una delle più riconoscibili e innovative della seconda metà del Novecento.
La mostra è accompagnata da un catalogo con saggio di Guglielmo Gigliotti e un testo di Giorgia Di Laura.
Alberto Leali