La prima abitazione romana dello scrittore diventa spazio pubblico, laboratorio creativo e luogo di memoria condivisa
A Roma nasce un nuovo presidio culturale. In via Giovanni Tagliere 3, nel cuore di Rebibbia, è stata inaugurata Casa Pasolini, l’appartamento in cui Pier Paolo Pasolini visse con la madre nei primi anni del suo arrivo nella Capitale. Dopo un attento intervento di recupero promosso dal Ministero della Cultura — attraverso la Direzione generale Musei e la Direzione Musei nazionali della città di Roma — l’appartamento entra ufficialmente a far parte del Sistema Museale Nazionale, diventando un luogo aperto, gratuito e pensato per dialogare con il territorio.
Una casa che torna a vivere
Acquisita dallo Stato nel 2024 grazie alla donazione del produttore Pietro Valsecchi, la casa è stata oggetto di un restauro che ha riportato alla luce finiture e arredi originali, aggiornando al contempo gli impianti e ridefinendo gli spazi con una nuova vocazione: accogliere attività culturali, incontri, laboratori e una nascente biblioteca tematica destinata ad ampliarsi nel tempo.
L’apertura è stata celebrata alla presenza di numerose figure istituzionali — tra cui Massimo Osanna, Direttore generale Musei, e Luca Mercuri, Direttore ad interim Pantheon e Castel Sant’Angelo — e arricchita dalla lettura di brani pasoliniani affidata all’attore Alessandro Preziosi.
Un centro culturale per Rebibbia e per la città
Casa Pasolini sarà visitabile gratuitamente dal giovedì alla domenica, prenotando tramite l’app “Musei Italiani”. Le attività saranno sviluppate insieme all’ente del Terzo Settore Passo Civico – Comitato per Roma, incaricato della gestione educativa e dell’accoglienza, in collaborazione con il Municipio IV.
Il programma prevede laboratori per le scuole, gruppi di lettura, workshop di scrittura e sceneggiatura, passeggiate narrative e incontri dedicati alla letteratura e al cinema. Parte delle iniziative potrà essere seguita anche online, per raggiungere un pubblico più ampio, comprese le scuole di tutta Italia.
Un processo, sottolineano le istituzioni intervenute, che vuole valorizzare la periferia come luogo di identità, memoria e innovazione culturale. Il Presidente del Municipio IV, Massimiliano Umberti, ha definito l’apertura “un segnale forte per il territorio, un’occasione per restituire centralità alle periferie e farne spazi vivi di cultura”.
Una mostra per raccontare il “paesaggio pasoliniano”
A inaugurare il nuovo spazio è anche la mostra fotografica La verità non sta in un solo Sogno ma in molti Sogni. Le case di Pier Paolo Pasolini a Roma, curata da Matilde Amaturo e Sabrina Corarze. L’esposizione, visitabile fino al 1° marzo, raccoglie circa quaranta immagini provenienti da archivi nazionali e ripercorre il legame profondo tra Pasolini e i luoghi di Roma che ne hanno influenzato scrittura e poetica.
La visione del donatore
Pietro Valsecchi, che ha acquistato e poi donato allo Stato l’appartamento, ha ricordato il senso della sua scelta: preservare un luogo simbolico della vita del poeta e restituirlo a una comunità che possa farlo vivere. Il produttore ha auspicato che Casa Pasolini diventi “un punto di incontro per studenti, artisti e cittadini”, un ambiente in cui la memoria del poeta possa ispirare nuove idee e nuove forme di creatività.
Un nuovo tassello nel mosaico culturale romano
Con Casa Pasolini, la rete delle case museo della città si arricchisce di un luogo capace di unire memoria e sperimentazione, radici e futuro. Non solo un museo, ma uno spazio aperto, dinamico e partecipato: una casa che torna a essere viva, abitata da voci, progetti, attività e sogni — proprio come avrebbe voluto Pasolini.
Roberto Puntato