La masterclass-evento alla Gambero Rosso Academy di Roma ha celebrato la storia e l’evoluzione della storica cantina toscana, guidando i partecipanti in una degustazione verticale tra annate iconiche, IGT d’autore e abbinamenti gourmet
Roma, 22 ottobre 2025 – Una serata all’insegna della storia, dell’eleganza e della visione: quella di Castello Vicchiomaggio, che ieri ha incantato la platea della Gambero Rosso Academy con la masterclass “Chianti Classico e Oltre: Passato, Presente e Futuro”. Un evento esclusivo, svoltosi nella sede romana di via Ottavio Gasparri, in cui il protagonista assoluto è stato il Sangiovese — vitigno principe della denominazione — affiancato da interpretazioni raffinate di Cabernet Sauvignon e Merlot.
A condurre la degustazione, impreziosita da piatti d’autore firmati dallo chef Marco Brioschi, c’erano Giuseppe Carrus, curatore della guida Vini d’Italia del Gambero Rosso, e John Matta, anima e mente della cantina, che con il suo accento britannico e la sua oratoria pacata ha saputo trasmettere tutta la passione e la competenza maturate in decenni di lavoro nella tenuta di famiglia.
La Degustazione: un racconto in 11 calici
Una selezione di etichette scelte con cura per rappresentare l’identità e l’evoluzione del progetto Vicchiomaggio: una narrazione in verticale tra annate storiche e nuove promesse, dove ogni vino è diventato testimone del tempo e del territorio.
1. Chianti Classico DOCG “Guado Alto” 2023
Fresco, diretto e vibrante: l’anima più giovane del Chianti Classico si manifesta con un frutto croccante e note floreali di viola e ciliegia. In bocca è agile, teso, perfetto per accompagnare una cucina semplice ma saporita.
2. Chianti Classico Riserva DOCG “Agostino Petri” 2022
Strutturato ma già godibile, esprime ciliegia matura, sottobosco e una speziatura elegante. Al palato ha tannini ancora scalpitanti ma ben dosati, con una chiusura lunga e armonica.
3. Chianti Classico Riserva DOCG “Agostino Petri” 2018
Una Riserva che mostra il potenziale dell’invecchiamento: profumi di tabacco, cuoio e prugna sotto spirito, con un sorso setoso e avvolgente. Equilibrio e profondità dominano il quadro.
4. Chianti Classico Gran Selezione DOCG “La Prima” 2022
Premiato con i Tre Bicchieri dal Gambero Rosso, è un vino di grande precisione stilistica. Intenso, elegante, con tannini cesellati e una vena sapida che invita al secondo calice.
5. Chianti Classico Gran Selezione DOCG “La Prima” 2010
Un autentico fuoriclasse: bouquet complesso di erbe aromatiche, liquirizia, ciliegia sotto spirito e legno nobile. Al palato è profondo, verticale, ancora vitale e con un finale persistente che parla di longevità.
6. Chianti Classico Gran Selezione DOCG “Le Bolle” 2022
Più floreale e arioso rispetto a “La Prima”, mostra una vena minerale affascinante. Il sorso è dinamico e progressivo, con note di rosa canina, pepe bianco e agrumi amari.
7. Chianti Classico Gran Selezione DOCG “Le Bolle” 2016
Una versione più matura e stratificata del precedente: frutta scura, cacao e tabacco dolce si fondono in un equilibrio perfetto tra struttura e bevibilità.
8. IGT Toscana “Ripa delle More” 2023
Blend di Sangiovese, Cabernet e Merlot (50/30/20): giovane ma già promettente. Frutta rossa, spezie e un accenno erbaceo si fondono in una struttura agile ma grintosa, destinata a crescere con il tempo.
9. IGT Toscana “Ripa delle More” 2011
Ampio e generoso, racconta tutta la potenza del blend in una versione pienamente evoluta. Note di confettura, cioccolato fondente e humus si intrecciano a una bocca vellutata e persistente.
10. IGT Toscana “FSM” 2020
Merlot in purezza, dedicato a Federico Secondo Matta, padre di John. Il vino è intenso, moderno, ricco ma mai pesante. Note di mora, grafite, spezie dolci e un finale balsamico di grande classe.
11. IGT Toscana “FSM” 2004
Un grande rosso che non teme il tempo. Ancora fresco, nonostante l’età, con aromi terziari complessi (cuoio, tartufo, pepe nero) e un sorso che si fa sempre più profondo. Una lezione di eleganza.
L’abbinamento gourmet: il tocco di Marco Brioschi
Ad accompagnare i vini, tre portate pensate per valorizzarne il carattere:
- Baccalà mantecato con polenta, cavolo nero e olive – abbinamento perfetto con i Chianti più giovani, grazie alla sapidità e alla delicatezza del piatto.
- Pasta mista con zucca, ragù di polpo e ’Nduja – un gioco di dolcezza e piccantezza che esalta i rossi più strutturati.
- Stracotto di manzo con cavolfiore, capperi e limone – ideale con le Gran Selezione e gli IGT più maturi, in un incontro di complessità e morbidezza.
Il racconto di un’eredità familiare
Tra un calice e l’altro, il pubblico ha ascoltato con ammirazione le parole di John Matta, nato a Londra nel 1949, figlio di Federico Secondo Matta, piemontese d’origine e pioniere dell’importazione di vini italiani in Inghilterra. Fu proprio lui, negli anni Sessanta, ad acquistare Castello Vicchiomaggio, antica residenza risalente al 1100 nei pressi di Greve in Chianti, un tempo frequentata anche da Leonardo da Vinci.
La vera svolta arrivò nel 1970, quando John, forte di una formazione vitivinicola in Italia, Francia e Gran Bretagna, trasformò la tenuta in una realtà viticola di eccellenza, oggi conosciuta a livello internazionale. Una cantina relativamente piccola (25 ettari di Chianti Classico) ma guidata da una visione chiara: qualità, sostenibilità e radicamento territoriale.
Giuseppe Carrus ha sottolineato come “la finezza, la bevibilità e l’identità contemporanea” siano tratti distintivi dei vini di Vicchiomaggio, capaci di esprimere la tradizione con uno stile moderno,
“Ci siamo sempre concentrati sulla qualità,” ha detto John Matta, “perché la nostra cantina è piccola e non può permettersi compromessi. Siamo rimasti volutamente un’azienda di 25 ettari nel cuore del Chianti Classico.”
Una famiglia, un castello, un futuro
Oggi Castello Vicchiomaggio è molto più di una cantina: è un luogo vivo, poliedrico, in cui la produzione vitivinicola si affianca a un’accoglienza di alto livello. È anche un ristorante, aperto agli ospiti e ai visitatori, dove la cucina toscana viene interpretata con eleganza e stagionalità, spesso in abbinamento ai vini della tenuta. Il castello dispone inoltre di camere, appartamenti e una piscina panoramica, rendendolo una vera oasi di ospitalità nel cuore del Chianti.
L’azienda è a conduzione familiare a tutti gli effetti: i figli di John partecipano attivamente a ogni aspetto della vita aziendale. C’è chi si occupa della parte agronomica, chi segue il settore dell’accoglienza turistica, chi lavora nella comunicazione e chi invece si concentra sulla parte commerciale. Tutti vivono all’interno o nei pressi della tenuta, in un legame quotidiano e concreto con la terra e con la storia del castello.
Una realtà simbolo del Chianti Classico
La masterclass ha lasciato un segno indelebile: non solo per la qualità dei vini degustati, ma per la storia, l’autenticità e la coerenza con cui la famiglia Matta ha costruito, nel tempo, una realtà simbolo del Chianti Classico. Un viaggio tra passato e futuro che ha emozionato, coinvolto e soprattutto… fatto sognare.
Roberto Puntato