Un viaggio emozionante tra ricordi, aneddoti e personaggi leggendari che ieri sera hanno riportato la Capitale al suo splendore più iconico
Non è semplice spiegare cosa sia stata davvero la Dolce Vita. Non basta evocare le immagini scintillanti dei fotografi, le feste interminabili, i divi internazionali che si mescolavano ai romani curiosi, l’euforia delle notti che sembravano non finire mai. La Dolce Vita è stata un’atmosfera, un modo di vivere, un’energia irripetibile che ha trasformato via Veneto nella strada più celebre del mondo. Ieri sera, al Circolo Canottieri Roma, quella magia è tornata a brillare.
L’evento speciale “Ci vediamo a Via Veneto – feste, follie e personaggi che hanno creato la Dolce Vita” ha riacceso il mito grazie ai suoi protagonisti: non solo ospiti, ma veri custodi di un’epoca che ha segnato l’immaginario collettivo. Una serata vivace, brillante, piena di storie e sorrisi, che ha riportato Roma lì dove tutto è cominciato.
Una parata di leggende che ha fatto vibrare la sala
Il pubblico ha accolto con entusiasmo figure che la Dolce Vita l’hanno vissuta davvero, spesso contribuendo a crearla.
C’era Pietro Delise, storico barman e gestore dei locali più iconici della capitale notturna, che ha raccontato aneddoti esilaranti su cocktail improvvisati, richieste bizzarre di attori hollywoodiani e notti finite all’alba.
Impossibile non emozionarsi quando ha preso la parola Rino Barillari, il leggendario “re dei paparazzi”, capace di trasformare uno scatto rubato in un pezzo di storia. Il pubblico ha riso e applaudito mentre Barillari rievocava corse folli, inseguimenti, lampi di flash e incontri con star internazionali che ora sembrano quasi appartenere a un film.
Accanto a lui, un’icona intramontabile: Barbara Bouchet. Elegante e radiosa, ha incantato la platea raccontando la Roma degli anni ’70, quella dei set cinematografici infiniti e della libertà creativa che tutto il mondo ci invidiava.
A seguire, Luc Merenda, simbolo del cinema poliziesco italiano, ha portato sul palco il fascino ruvido e autentico del cinema di genere, mentre Gianni Bozzacchi, fotografo delle star, ha condiviso ricordi preziosi dei suoi scatti più celebri, tra grandi produzioni, amicizie sincere e un mondo della fotografia che non esiste più.
Non sono mancati Marino Collacciani, il reporter della notte, e due decani del glamour, Umberto Pizzi e Marcellino Radogna, che hanno colorato la serata di racconti unici, freschi, vivissimi, come se fossero accaduti ieri.
Il bello, però, è stato che la serata non si è limitata ai soli interventi: l’atmosfera stessa sembrava un ritorno agli anni d’oro. Risate, applausi, continui scambi di ricordi tra i presenti hanno trasformato il Circolo Canottieri Roma nel vero “salotto del mondo”, proprio come lo fu via Veneto nel suo periodo più fulgido.
Una Roma che torna a splendere
Il pubblico è uscito con un sorriso nostalgico, con la sensazione di aver fatto un salto indietro nel tempo. Si respirava entusiasmo, affetto, leggerezza: tutto ciò che ha reso la Dolce Vita un fenomeno culturale senza eguali.
E la domanda finale – si può rivivere davvero quella magia? – ha attraversato la sala come un sussurro. Forse no, forse la Dolce Vita è figlia di un’epoca irripetibile. Ma ieri sera, almeno per qualche ora, Roma è tornata a essere più luminosa di Parigi, più vivace di Londra, più irresistibile che mai.
Una serata indimenticabile, che ha rimesso al centro il fascino senza tempo della capitale e dei suoi protagonisti più veri. Una serata in cui il mito non è stato raccontato: è tornato a vivere.
Roberto Puntato