Due serate-evento tra visioni, memoria e libertà: il 27 e 28 maggio il Nuovo Teatro Ateneo accende il dialogo tra cinema e arti contemporanee con le proiezioni di Le sorelle Macaluso e Fuori, alla presenza dei registi
Roma si prepara ad accogliere due protagonisti assoluti del cinema e del teatro italiano contemporaneo. Il 27 e 28 maggio, alle ore 19.00, il Nuovo Teatro Ateneo diventa il cuore pulsante di un viaggio nelle profondità dell’immaginario contemporaneo grazie alle proiezioni di Le sorelle Macaluso di Emma Dante e Fuori di Mario Martone. Due opere diversissime, ma unite da una stessa tensione: raccontare l’identità umana attraverso il mito, il corpo e la memoria.
Gli appuntamenti si inseriscono nel convegno Mito e immagine tra cinema e arti. Teorie e pratiche del nuovo millennio, curato da Roberto De Gaetano e Dario Cecchi, un percorso di riflessione dedicato al modo in cui le grandi strutture narrative e simboliche continuano a plasmare il linguaggio artistico contemporaneo.
Ad aprire il ciclo, martedì 27 maggio, sarà Le sorelle Macaluso, adattamento cinematografico dell’omonima pièce teatrale che ha consacrato Emma Dante come una delle voci più radicali e poetiche della scena italiana. Il film attraversa il tempo e i legami familiari come una lunga ferita aperta: la casa delle protagoniste si trasforma in un organismo vivo, soffocante, che custodisce ricordi, fantasmi e assenze. Emma Dante costruisce immagini dense e corporee, dove ogni volto racconta il passaggio inesorabile del tempo e ogni gesto sembra emergere da una memoria collettiva e carnale.
Acclamato dalla critica, il film ha conquistato cinque Nastri d’Argento — tra cui Miglior Film e Miglior Regia — oltre a numerosi riconoscimenti alla Mostra del Cinema di Venezia, imponendosi come una delle opere italiane più intense degli ultimi anni.
Il giorno successivo, mercoledì 28 maggio, sarà invece la volta di Fuori, il nuovo lavoro di Mario Martone dedicato all’universo umano e intellettuale di Goliarda Sapienza. Lontano dalle convenzioni del biopic classico, Martone sceglie di inseguire l’essenza inquieta e irregolare della scrittrice, trasformando il carcere in un luogo paradossalmente liberatorio e il “fuori” in uno spazio fragile, mai davvero conquistato.
Con uno stile libero, mobile e profondamente contemporaneo, il regista costruisce un racconto sull’identità come continuo mutamento, affidandosi alla forza degli incontri umani e alla tensione emotiva delle sue protagoniste. Il film ha già ottenuto importanti riconoscimenti, tra cui il Nastro d’Argento e il David di Donatello per la migliore attrice non protagonista assegnati a Matilda De Angelis.
Entrambe le proiezioni saranno introdotte dagli autori in dialogo con Roberto De Gaetano, offrendo al pubblico l’occasione rara di entrare nel laboratorio creativo di due maestri capaci di ridefinire il rapporto tra immagine, parola e scena.
L’ingresso è gratuito con prenotazione su Eventbrite. Un’opportunità preziosa per vivere il cinema non solo come spettacolo, ma come esperienza viva di pensiero, emozione e confronto.
Carla Curatoli