A Roma una “super osteria” contemporanea tra cucina, socialità e creatività vintage
Nel cuore di Pietralata, quartiere romano in piena trasformazione grazie a nuove realtà votate alla qualità, ha aperto da poche settimane un’insegna che sta rapidamente catturando l’attenzione: Cocta Risto Social Club. Giovane, sperimentale e profondamente contemporaneo, il progetto nasce dall’idea dell’imprenditore romano Jacopo De Sanctis, che ha trasformato i suoi gusti e le esperienze culinarie maturate durante i viaggi in un luogo capace di unire cucina, condivisione e stile. Al suo fianco, lo chef Stefano Garonna, talento cresciuto in cucine di rilievo, interpreta questa visione con una proposta gastronomica radicata ma innovativa.
Non è un caso che Cocta sia stato finanziato dalla Regione Lazio e dalla Comunità Europea per sostenere l’imprenditoria giovanile under 36: un riconoscimento alla forza creativa del progetto. Jacopo ama definirlo una vera “super osteria”, un format che reinterpreta l’osteria tradizionale con spirito libero, ironico e senza schemi.
UN LUOGO DI INCONTRO TRA CIBO, SOCIALITÀ E DESIGN
Situato in Via del Casale Rocchi 6, vicino a diversi quartieri centrali, Cocta si sviluppa in un grande ambiente principale da circa 60 coperti, caratterizzato da colori luminosi, arredi essenziali e un’atmosfera informale ma curata. Accanto alla sala interna, una spaziosa terrazza da altri 40 posti, ampliabile durante l’estate, lo rende perfetto anche per eventi privati.
Il primo elemento che colpisce entrando è il banco bar scenografico, cuore pulsante del progetto di mixology firmato da Valerio Bonifaci insieme a Jacopo, pensato per dialogare con i piatti della cucina.
Ma la vera peculiarità sono i due social table, ciascuno per 4–8 persone, dotati di diverse tecniche di cottura internazionali selezionabili in fase di prenotazione. L’esperienza permette agli ospiti di cucinare al tavolo ciò che scelgono direttamente dal frigo a vista o dal menu dedicato, favorendo un clima conviviale e giocoso.
Le cotture disponibili:
- Piastra refrattaria (perfetta per crostacei o cotture veloci)
- Yakiniku (carni e verdure)
- Fonduta (per formaggi e accompagnamenti)
- Shabushabu
- Hotpot
- Raclette (versatile per più ingredienti)
LA CUCINA DI STEFANO GARONNA: RICERCA, RADICI E TECNOLOGIA
Classe 1993, romano, Garonna ha affinato la sua tecnica accanto a maestri come Giulio Terrinoni e Daniele Lippi, per poi approdare alle cucine creative di Roy Caceres. Insieme al titolare Jacopo — che pur non essendo cuoco ha sviluppato un palato preciso — costruisce una cucina che unisce tradizione e sperimentazione.
Accanto a lui opera il sous chef Lorenzo Maresca, con esperienze in realtà stellate come Villa Crespi* e Piazzetta Milù.
A supportare questa filosofia ci sono tecnologie all’avanguardia, dai frigoriferi dry aged per valorizzare carni e pesci, alla serra idroponica Horto4 della start-up Tomato+, che fornisce erbe e germogli freschi come pak choi, basilico, timo, senapi miste, barbabietola, coriandolo e altri aromi utilizzati sia in cucina che nell’impiattamento.
I PIATTI DI COCTA E LE PROPOSTE BEVERAGE
La cucina dello chef riflette un viaggio tra tecniche e influenze diverse, sempre nel rispetto della stagionalità e dei produttori locali, con una rotazione costante dei piatti.
Tra gli antipasti:
- Tiradito di ricciola: carpaccio marinato con lime e limone, leche de tigre al kiwi, cipolla rossa in agrodolce, jalapeño verde, olio al prezzemolo.
- Katsu-Sando con shokupan fatto in casa, in doppia versione:
- con maiale
- con melanzana in doppia frittura, Mayo Lime e chutney di prugne.
Tra i primi:
- Mezze lune di pasta fresca ripiene di zucca hokkaido, con pancetta, nocciole tostate e pickle di zucca.
Tra i secondi:
- Pancia di maiale CBT, pak choi alla brace e chutney di mela.
- Galletto alla Lucia (ricetta della nonna dello chef) in doppia cottura con salsa alla cacciatora e cicoriette.
- “Amatriciana?” – la versione personale dello chef, rivisitata con varianti mirate, dichiarate con il punto interrogativo.
La carta beverage è parte integrante dell’identità di Cocta: birre artigianali, una selezione curata di vini naturali — con forte presenza di etichette laziali ma non solo — e un cocktail bar che alterna classici e creazioni originali, perfette anche per accompagnare i Cocta Bites durante l’aperitivo.
La domenica, dalle 12 alle 15, lo chef propone un brunch con piatti dedicati, accompagnati da drink studiati dal barman:
- Eggs Benedict
- Croque Monsieur
- Avocado toast
- Pancakes
- Waffles (dolci e salati, personalizzabili)
UN TOCCO VINTAGE CHE RACCONTA STORIE
A rendere Cocta ancora più unico è il vintage corner curato da Claudia Urbano, compagna di Jacopo e fashion designer formata allo IED. Creatrice del progetto “Friperie”, Claudia si dedica al second hand e all’upcycling, recuperando capi e trasformandoli in pezzi unici. Esporre le sue creazioni all’interno del ristorante non è una scelta estetica, ma un modo di raccontare una visione: creare connessioni tra mondi diversi, proprio come avviene ai social table, dove tecniche lontane tra loro si fondono in un’unica esperienza.
Cocta Risto Social Club si presenta così come un luogo in cui cucina, stile e convivialità si intrecciano in modo naturale, dando vita a un’esperienza giovane, moderna e profondamente personale, capace di ridisegnare il concetto di osteria per una nuova generazione.
Roberto Puntato