In Aula Paolo VI, l’artista canadese si esibirà per la prima volta in Vaticano insieme a orchestra e coro della Diocesi di Roma. Serena Autieri condurrà la serata, con la presenza del Santo Padre e di 3.000 ospiti fragili
Domani, 6 dicembre alle ore 17:30, l’Aula Paolo VI in Vaticano accoglierà la VI edizione del Concerto Con i Poveri, l’evento promosso dalla Fondazione Nova Opera che unisce musica, solidarietà e spiritualità nel cuore dell’Anno del Giubileo della Speranza.
Attese 8.000 persone, di cui 3.000 in condizioni di fragilità, invitate tramite la Elemosineria Apostolica e numerose associazioni di volontariato.
L’edizione di quest’anno vedrà la presenza straordinaria di Michael Bublé, per la prima volta in concerto in Vaticano. L’artista si esibirà insieme a oltre 70 musicisti della Nova Opera Orchestra e a 200 coristi della Diocesi di Roma, sotto la direzione di Mons. Marco Frisina, direttore artistico dell’evento.
A fare gli onori di casa e a guidare il pubblico nel corso della serata sarà Serena Autieri, confermata come conduttrice dopo il grande successo dello scorso anno.
«La musica dà ricchezza al cuore» — Mons. Marco Frisina
Mons. Frisina ricorda il senso profondo del concerto, nato per offrire non solo intrattenimento, ma dignità e bellezza a chi vive ai margini:
«La musica dà ricchezza al cuore delle persone, e condivisa con i poveri diventa ancora più grande. Quando nacque il concerto, l’idea era dare loro qualcosa che normalmente non ricevono: non soldi o cibo, ma bellezza. Le star internazionali, l’arte, sono doni unici per loro.»
Il direttore artistico mette l’accento sul valore simbolico e spirituale dell’evento:
«È profondamente commovente cantare davanti a 3.000 poveri, con il Papa che siede immediatamente dietro di loro. Come nel Vangelo, anche qui i primi posti sono riservati a loro: sono i protagonisti dell’evento, coloro attorno ai quali tutto ruota.»
Frisina aggiunge un’immagine potente che descrive lo spirito del concerto:
«Domani saremo quasi 300 tra coro e orchestra: un grande abbraccio musicale che vuole essere un gesto concreto di amore e vicinanza. Questo concerto nasce con i poveri, non per i poveri: ho insistito molto su questa distinzione. Volevo che fossero parte integrante dell’evento, perché la gioia che vivono partecipando è immensa e contagiosa.»
Infine, il maestro ribadisce la forza spirituale della musica, capace di oltrepassare ogni barriera:
«La musica è un luogo d’incontro che tocca il cuore in modo diretto e trasversale. E Dio è sempre presente, perché la bellezza è uno dei suoi linguaggi più profondi.»
Serena Autieri: «Un’emozione che ritorna»
Serena Autieri, che domani condurrà la serata, porta con sé l’intensità dell’esperienza dell’anno scorso:
«È stato un impatto emotivo potentissimo: mi sono commossa dall’inizio alla fine. C’era entusiasmo, gioia, cuore.»
La presenza di Michael Bublé rende per lei questa edizione ancora più speciale:
«Grazie alla sua energia, alla sua splendida vocalità e alla sua sensibilità mi sento ancora più privilegiata. Lui ha un grande cuore, e anche la sua famiglia è emozionatissima di essere qui. La presenza del Santo Padre domani riempirà tutto di un significato ancora più grande.»
Autieri anticipa anche un momento a cui tiene molto:
«Canterò una canzone in napoletano sul palco, e questo mi rende ancora più orgogliosa.»
Michael Bublé: «Domani canterò l’Ave Maria che il Papa mi ha chiesto»
Al termine dell’incontro con la stampa, Michael Bublé ha raccontato l’emozione vissuta oggi durante l’incontro con Papa Leone:
«È stato uno dei momenti più importanti della mia vita. La musica è un dono di Dio, e oggi, tramite il Santo Padre, ho sentito la voce di Dio.»
Il cantante ha espresso tutta la sua gratitudine:
«Sono così onorato di essere stato scelto: tanti avrebbero potuto avere questa opportunità, e invece sono qui io. I protagonisti del concerto sono le persone che soffrono, perché la sofferenza porta più vicino a Dio.»
Ha svelato che domani sarà accompagnato dalla sua famiglia:
«Ci sarà anche mia madre, che è stata la mia catechista.»
E ha rivelato un momento particolarmente intenso:
«Il Papa mi ha chiesto di cantare un’Ave Maria», ha detto, intonandone un frammento. «Nessuno è più emozionato di me: farò del mio meglio.»
Un evento che abbraccia chi soffre
Domani il Concerto Con i Poveri tornerà a essere un luogo di incontro, bellezza e fraternità: un gesto concreto di vicinanza nel segno della speranza.
Un appuntamento in cui la musica diventa linguaggio universale, capace di unire, commuovere e restituire dignità. Un concerto che non offre solo note, ma umanità, condivisione e un messaggio di luce per tutti.
Alberto Leali