Alla Convention anche il Ministro del Turismo Daniela Santanchè
L’Italia si conferma la meta mondiale dei matrimoni stranieri e nel 2025 supera per la prima volta il miliardo di euro di fatturato, raggiungendo quota 1,1 miliardi (+19,6%) con quasi 16.700 eventi e oltre 3 milioni di pernottamenti.
Un balzo che non rappresenta più soltanto il rimbalzo post-pandemia, ma l’ingresso in una fase di crescita strutturale per un comparto diventato driver stabile dell’economia turistica nazionale.
I dati dell’Osservatorio Destination Wedding in Italy di Convention Bureau Italia, attraverso la divisione Italy for Weddings, fotografano un settore sempre più internazionale e ad alta capacità di spesa e quasi una coppia su due si affida a un wedding planner professionista.
La formula simbolica resta la più scelta, a conferma di un’offerta flessibile e fortemente personalizzata.
Sul fronte dei mercati, gli Stati Uniti restano saldamente al primo posto con il 31,7% delle richieste complessive.
È il primato che oggi traina la classifica mondiale del destination wedding verso l’Italia. Subito dietro Regno Unito e Germania, mentre crescono con decisione i mercati long haul come Australia, Canada, Brasile, Emirati Arabi, India e Cina.
Se il primo posto in classifica appartiene agli Usa come mercato di provenienza, il primo posto come destinazione resta però l’Italia, che continua a essere il brand globale di riferimento per chi vuole sposarsi all’estero.
Anche la geografia interna conferma una leadership diffusa. La Toscana guida la graduatoria regionale, seguita da Lombardia, Campania, Piemonte e Sicilia.
Tra le destinazioni simbolo dominano Lago di Como, Costiera Amalfitana e Chianti. Qui il confronto tra il “primo posto” e l’Italia assume una doppia chiave: se il Lago di Como svetta tra le location più richieste, è l’intero sistema Paese a beneficiare di un modello che distribuisce ricchezza nei borghi, nelle ville di campagna, nei vigneti, rafforzando il turismo diffuso e favorendo la destagionalizzazione.
Il mercato domestico conferma la vitalità del comparto: i matrimoni di italiani celebrati fuori regione generano 369 milioni di euro (+6,5%), con 8.500 eventi e un budget medio di 43.400 euro.
Numeri importanti, ma ancora lontani dall’impatto del segmento internazionale: ancora una volta, il “primo posto” per valore economico spetta al wedding straniero, che vale quasi tre volte il mercato interno e consolida l’Italia come piattaforma globale del settore.
Per il ministro del Turismo Daniela Santanchè, il superamento del miliardo certifica il ruolo strategico del wedding nell’economia nazionale. L’Italia, sottolinea, si conferma leader mondiale grazie alla capacità di attrarre mercati consolidati ed emergenti, valorizzando borghi meno noti e periodi alternativi dell’anno, con effetti positivi su destagionalizzazione e identità territoriale.
Anche Alessandro Onorato, assessore ai Grandi Eventi di Roma Capitale, lega la crescita del comparto a una strategia precisa sugli eventi e sul congressuale. Roma nel 2025 registra 750 matrimoni (+7,8%) e continua a migliorare i propri record turistici, con un indotto cittadino che supera i 13 miliardi. Per la Capitale rappresenta un asset economico e uno strumento di destagionalizzazione.
Dal canto suo, Convention Bureau Italia parla di maturità definitiva del settore e di necessità di presidiare nuovi mercati oltre quelli tradizionali.
L’obiettivo è rafforzare una strategia unitaria capace di tenere l’Italia in testa alla competizione globale e trasformare questo primato in una leadership stabile, capace di guardare oltre l’attuale dominio americano e consolidare il vantaggio competitivo italiano nel lungo periodo.
Roberto Puntato