Dal 12 al 15 marzo 2026 a Roma, lo spettacolo di Francesco Lagi rinasce in una versione rinnovata tra ironia, spaesamento e memoria
Dal 12 al 15 marzo 2026 l’Argot Studio di Roma accoglie nuovamente Diario di Lina, lo spettacolo scritto e diretto da Francesco Lagi, interpretato da Anna Bellato e Francesco Colella. La produzione è firmata da Teatrodilina in collaborazione con Compagnia Lombardi-Tiezzi.
A tre anni dal debutto proprio nello stesso spazio, lo spettacolo si presenta in una veste profondamente rinnovata. Non una semplice ripresa, ma una riscrittura maturata nel tempo: il testo si è trasformato, ha accolto nuove sfumature, lasciando emergere con maggiore nitidezza i temi della perdita, dell’assenza e della fragilità che attraversa una relazione quando viene meno un punto di riferimento condiviso.
Al centro della scena c’è una coppia alle prese con un vuoto inatteso: la morte della loro cagnolina Lina. Non un semplice animale domestico, ma una presenza silenziosa e costante, depositaria della storia d’amore dei due protagonisti. Attraverso un dialogo fitto, a tratti ironico e a tratti dolorosamente scoperto, i personaggi si confrontano con il disorientamento che segue ogni addio.
Lagi costruisce uno spazio teatrale sospeso, in cui il quotidiano si incrina e lascia affiorare ricordi, piccoli gesti, oggetti che diventano simboli: il guinzaglio rimasto appeso, la cuccia vuota, i peli ancora sparsi per casa. Dettagli minimi che raccontano l’assenza con più forza di qualsiasi dichiarazione esplicita. In questo paesaggio emotivo si alternano malinconia e leggerezza, smarrimento e complicità, in un equilibrio delicato che è cifra distintiva della compagnia.
La nuova versione dello spettacolo amplia lo sguardo, intrecciando frammenti di memoria e visioni oniriche: un cane sognato, la vita e la fine di robot evocati quasi per contrasto, un ballo a due che diventa metafora di una relazione che cerca un nuovo passo dopo la perdita. Il tempo si dilata tra passato e presente, mentre la figura di Lina – cucciola, adulta, anziana – continua a vivere nei racconti e nelle parole.
Diario di Lina si conferma così un racconto intimo e universale, capace di parlare di amore attraverso l’assenza, e di trasformare il lutto in occasione di ascolto reciproco. Uno spettacolo che, con discrezione e ironia, invita a riconoscere come ogni fine lasci spazio a un nuovo orientamento, fragile ma possibile, proprio come il vento che arriva improvviso e poi svanisce.
Roberto Puntato