Un decennio di progetti, persone e territori al centro: a Roma celebrata la decima edizione dell’iniziativa promossa da Confagricoltura, Senior L’età della Saggezza Onlus e Reale Foundation
Si è svolta a Roma, nella cornice di Palazzo della Valle, la cerimonia di premiazione della decima edizione del bando “Coltiviamo Agricoltura Sociale”, un appuntamento che ha segnato dieci anni di impegno concreto a favore di un’agricoltura capace di generare inclusione, lavoro e coesione sociale. All’evento ha partecipato anche il Sottosegretario di Stato Patrizio La Pietra.
Promosso da Confagricoltura, Senior L’età della Saggezza Onlus e Reale Foundation, con la collaborazione della Rete delle Fattorie Sociali, il bando ha goduto del patrocinio del MASAF e del contributo di Unioncamere, confermandosi uno degli strumenti più solidi a sostegno dell’agricoltura sociale in Italia.
I numeri di un percorso consolidato
In dieci anni sono stati stanziati 1,2 milioni di euro a fondo perduto, finanziando 33 progetti pienamente operativi su un totale di 728 candidature, oltre a 29 borse di studio. Un bilancio che testimonia l’efficacia di un’iniziativa nata all’indomani della legge 141/2015, che ha definito per la prima volta il quadro normativo dell’agricoltura sociale nel nostro Paese.
I progetti sostenuti hanno coinvolto persone con disabilità, giovani in difficoltà educativa, migranti e rifugiati, donne in situazioni di fragilità, dimostrando come l’agricoltura possa diventare uno strumento di autonomia, dignità e sviluppo locale.
Le parole dei promotori
Secondo Alberto Statti, componente della Giunta nazionale di Confagricoltura, il bando rappresenta «un’occasione per fare il punto, ma soprattutto per rilanciare un settore che crea valore economico e sociale, soprattutto nelle aree interne».
Per Angelo Santori, presidente di Senior L’età della Saggezza Onlus, «l’agricoltura sociale non coltiva solo prodotti, ma futuro e solidarietà, trasformando la fragilità in risorsa».
Luca Rossin, team leader di Reale Foundation, ha ribadito l’impegno della fondazione nel sostenere modelli di sviluppo sostenibili e inclusivi, mentre Marco Berardo Di Stefano, presidente della Rete delle Fattorie Sociali, ha sottolineato la necessità di una nuova visione per rafforzare il ruolo economico, sociale e ambientale del settore nei prossimi anni.
I vincitori della decima edizione
Sezione ordinaria – 40.000 euro ciascuno
- Azienda Agricola Abellonio Roberto – Cascina Piccaluga (Piemonte, Alba – CN)
8pari = Vino Sociale e Pari Opportunità
Un progetto vitivinicolo che unisce produzione di qualità e inclusione lavorativa, coinvolgendo persone fragili in tutte le fasi della filiera, dalla vigna alla vendita. - Azienda vivaistica Tammaro società agricola srl (Campania, Pozzuoli – NA)
Vivaio sociale: coltiviamo inclusione
Un vivaio che diventa spazio educativo e lavorativo per giovani con disabilità, favorendo autonomia, competenze pratiche e benessere attraverso il contatto con la natura. - Fondazione per l’Agricoltura F.lli Navarra (Emilia-Romagna, Ferrara)
L’Orto dell’Inclusione
Un orto fuori suolo accessibile, gestito da studenti con fragilità, che unisce formazione, produzione agricola e vendita, con l’obiettivo di creare un modello replicabile.
Premio celebrativo del decennale – 20.000 euro
- Tirollallà srls (Sicilia, Santa Croce Camerina – RG)
Everyone is an alien somewhere – Coltiviamo speranza
Un’iniziativa guidata da under 35 che punta a creare un hub di agricoltura sociale, offrendo lavoro e percorsi di integrazione a persone migranti e in condizioni di fragilità.
Sezione speciale verde pubblico – 20.000 euro
- Ventotenemia APS (Lazio, Ventotene – LT)
L’agricoltura non ISOLA
Un progetto che lega inclusione socio-lavorativa, recupero agricolo e valorizzazione della memoria storica dell’isola, creando opportunità anche fuori dalla stagione turistica.
Dopo dieci anni, “Coltiviamo Agricoltura Sociale” non chiude un ciclo, ma ne apre uno nuovo: quello di un’agricoltura sempre più riconosciuta come leva strategica per uno sviluppo sostenibile, inclusivo e profondamente umano.
Roberto Puntato