Tra risate e riflessioni, Domenico Pinelli e la compagnia Gli Ipocriti Melina Balsamo rileggono il capolavoro di De Filippo con energia e ambizione
Dall’8 al 19 aprile, il palcoscenico si anima con una delle commedie più irresistibili e profonde del teatro italiano: Ditegli sempre di sì di Eduardo De Filippo. A guidare questo nuovo allestimento sono Mario Autore, Anna Jodice e Domenico Pinelli, che firma anche la regia, affiancati da una compagnia affiatata e dinamica.
Accanto ai protagonisti, in scena Gianluca Cangiano, Mario Cangiano, Luigi Leone, Antonio Mirabella, Laura Pagliara, Vittorio Passaro, Lucienne Perreca, Simona Pipolo ed Elena Starace. Le scenografie sono curate da Luigi Ferrigno e Sara Palmieri, i costumi da Viviana Crosato e Antonietta Rendina, mentre le musiche portano la firma dello stesso Mario Autore.
Commedia dal meccanismo perfetto, Ditegli sempre di sì è molto più di una macchina comica impeccabile: è un viaggio affascinante nella mente umana, tra equivoci esilaranti e riflessioni sottili sulla follia. Un tema che Eduardo De Filippo conosceva e maneggiava con straordinaria maestria, trasformandolo in un dispositivo teatrale capace di oscillare continuamente tra riso e dramma.
Ed è proprio da questa ambivalenza che prende forma la visione registica di Domenico Pinelli. In occasione del quarantesimo anniversario dalla scomparsa del grande drammaturgo, il regista sceglie di rendere omaggio a una figura che ha segnato profondamente la sua formazione artistica e personale. Nasce così un progetto ambizioso: restituire al pubblico una versione nuova dello spettacolo, fedele alla tradizione ma capace di spingersi oltre.
Pinelli parte da una suggestione chiara: se Eduardo definiva questa opera una farsa, forse è proprio lì che si nasconde un dramma più profondo. La sua messa in scena mira infatti a scavare sotto la superficie comica, per restituire tutta la complessità dei personaggi, trattati non solo come figure teatrali, ma come esseri umani attraversati da fragilità, contraddizioni e desideri.
Il percorso produttivo non è stato privo di ostacoli, ma determinante è stato il sostegno della compagnia Gli Ipocriti Melina Balsamo, che ha creduto fin da subito nel progetto, scommettendo su un gruppo di giovani artisti guidati da un regista alla sua prima grande prova. Una scelta coraggiosa, quasi “folle” — e proprio per questo perfettamente in linea con lo spirito dello spettacolo.
Dopo il successo delle precedenti repliche, accolte da applausi calorosi, risate sincere e momenti di intensa emozione, lo spettacolo torna ora con un numero di date triplicato, pronto a conquistare nuovi spettatori e a consolidare un percorso artistico costruito con passione e dedizione.
Scritta nel 1927 con il titolo originale Chill’èpazzo!, la commedia fu poi rielaborata dallo stesso Eduardo nel 1932, diventando uno dei suoi lavori più rappresentativi. Al centro, la follia: un tema universale e senza tempo, capace di trasformarsi in lente attraverso cui osservare la realtà e le sue contraddizioni.
Come ricordava lo stesso Eduardo, ciò che può apparire tragedia diventa farsa quando non ci riguarda direttamente. E allora il pubblico ride, si commuove, si riconosce. Perché, in fondo, la linea che separa normalità e follia è sottile, e ciascuno potrebbe trovarsi, prima o poi, a fare i conti con entrambe.
“Il pazzo è un sognatore da sveglio”, scriveva Immanuel Kant. Ed è forse proprio questa la chiave dello spettacolo: un invito a guardare oltre le apparenze, a lasciarsi coinvolgere da una storia che diverte e, allo stesso tempo, interroga profondamente chi la osserva.
Alberto Leali