A Palazzo Esposizioni arriva “In cammino…”: tele visionarie, umanità in movimento e il racconto poetico di un pianeta inquieto attraverso gli occhi del cantautore napoletano
C’è un Edoardo Bennato che il grande pubblico conosce poco. Non quello delle chitarre ribelli, delle favole rock e degli stadi gremiti, ma un artista silenzioso che da anni affida ai colori, alle tele e alle immagini la parte più profonda della propria visione del mondo. Ed è proprio questa dimensione meno esplorata a diventare protagonista della mostra Edoardo Bennato. In cammino…, in programma dal 26 maggio al 21 giugno nella Sala Fontana di Palazzo Esposizioni Roma.
L’esposizione, curata da Marcello Lala da un’idea di Mino Dinoi, è promossa dall’Assessorato alla Cultura di Roma Capitale e da Azienda Speciale Palaexpo. Un progetto che porta sotto i riflettori il volto più visionario del celebre cantautore napoletano.
Prima della musica, infatti, c’è stata l’arte. Laureato in architettura e con una formazione al liceo artistico, Edoardo Bennato non ha mai separato davvero le sue passioni. Nel tempo ha utilizzato fotografia, video e pittura come strumenti paralleli alla musica, trasformando ogni linguaggio in una diversa forma di racconto. Persino alcune delle copertine dei suoi album più celebri — da La torre di Babele a Io che non sono l’Imperatore — portano la sua firma pittorica.
Il cuore della mostra è rappresentato dal ciclo In cammino…, realizzato nei primi anni Duemila. Una serie di opere intense e simboliche che osservano il presente attraverso figure spesso invisibili: i venditori ambulanti che percorrono le spiagge italiane sotto il sole estivo, caricando sulle spalle merci, speranze e destini. Bennato li trasforma in metafora universale del viaggio umano, simboli di migrazioni antiche e contemporanee, di sopravvivenza e dignità.
Le sue tele non cercano l’estetica rassicurante, ma il confronto. Ogni quadro diventa una domanda aperta sul nostro tempo: sulle disuguaglianze, sulle trasformazioni sociali, sull’instabilità che attraversa il mondo moderno. E lo fa con un linguaggio diretto, quasi narrativo, dove il colore assume la stessa forza evocativa delle sue canzoni.
Accanto alle opere storiche, il percorso espositivo include anche una serie di lavori più recenti, realizzati tra il 2021 e il 2022. Qui lo sguardo dell’artista si fa ancora più inquieto. Città devastate, volti spaesati, atmosfere sospese raccontano un’umanità fragile, schiacciata da guerre, crisi e paure collettive. Emblematica l’opera che raffigura due ragazzini smarriti tra le macerie di una città distrutta: un’immagine dipinta prima che i conflitti internazionali tornassero drammaticamente al centro della cronaca mondiale.
La mostra romana diventa così molto più di una semplice parentesi artistica: è il ritratto autentico di un autore che continua a reinventarsi, restando fedele al proprio sguardo libero e controcorrente. A quasi ottant’anni, Bennato dimostra ancora una volta di non voler smettere di interrogare la realtà, scegliendo la pittura come estensione naturale della sua voce.
E mentre Roma scopre il suo universo visivo, l’artista si prepara anche a tornare sul palco con il tour estivo Quando sarò grande, una nuova avventura live che attraverserà l’Italia da Venezia a Milano passando per location simboliche come il Circo Massimo e il Teatro Grande di Pompei.
Musica e pittura, palco e tela, rock e poesia: nell’universo creativo di Edoardo Bennato tutto continua a muoversi “in cammino”.
Alberto Leali