Dopo quattro anni di attesa, la serie di Sam Levinson torna su Sky e NOW dal 13 aprile con otto nuovi episodi, un cast stellare e un’ambizione visiva senza precedenti
Dopo una lunga pausa durata quattro anni, Euphoria è pronta a tornare. La serie cult targata HBO, ideata e guidata da Sam Levinson, debutterà con la sua terza stagione il 13 aprile, in contemporanea assoluta con gli Stati Uniti, su Sky e in streaming su NOW. Un rientro attesissimo per uno dei titoli che più di ogni altro ha segnato l’immaginario televisivo degli ultimi anni, trasformandosi in un autentico fenomeno culturale.
A incarnare ancora una volta il cuore pulsante del racconto c’è Zendaya, vincitrice di due Emmy® per il ruolo di Rue, protagonista di una storia che ha saputo parlare a una generazione mescolando eccesso, fragilità e ricerca di identità. Le prime due stagioni hanno collezionato 25 candidature agli Emmy®, portando a casa nove statuette e consolidando Euphoria come una delle produzioni più riconoscibili e discusse del panorama seriale contemporaneo.

Otto nuovi episodi, un racconto più maturo
Prodotta in collaborazione con A24, la terza stagione è composta da otto episodi che andranno in onda con cadenza settimanale, ogni lunedì su Sky Atlantic. Il racconto riparte da un gruppo di amici legati fin dall’infanzia, ora alle prese con questioni ancora più profonde e universali: la fede, il senso di colpa, la possibilità di redenzione e il confronto diretto con il male. Temi che segnano un’evoluzione naturale della serie, accompagnando i personaggi oltre i confini del liceo verso una fase della vita più complessa e imprevedibile.

Il cast: volti storici e nuovi ingressi d’eccezione
Accanto a Zendaya tornano molti dei protagonisti che hanno reso Euphoria un successo globale: Hunter Schafer, Jacob Elordi, Sydney Sweeney, Alexa Demie, Maude Apatow ed Eric Dane, affiancati da Martha Kelly, Chloe Cherry, Adewale Akinnuoye-Agbaje e Toby Wallace. Una squadra ormai rodata, chiamata a esplorare nuove sfumature emotive e narrative.
Non mancano le guest star, elemento distintivo di questa nuova stagione. Ritornano Colman Domingo e Dominic Fike, mentre l’elenco dei nuovi ingressi è particolarmente ricco e trasversale. Spiccano nomi come Sharon Stone, vincitrice di un Emmy®, e Rosalía, artista premiata ai Grammy®, affiancate da interpreti come Danielle Deadwyler, Marshawn Lynch, Natasha Lyonne, Eli Roth e molti altri volti provenienti da cinema, musica e cultura pop. Un casting ambizioso che amplia ulteriormente l’universo della serie.

Una rivoluzione anche sul piano visivo
Uno degli aspetti più sorprendenti di Euphoria 3 riguarda la scelta tecnica. Per la prima volta, la serie è stata girata utilizzando una nuova pellicola cinematografica Kodak, sia in 35mm che in 65mm. Sam Levinson e il direttore della fotografia Marcell Rév, già premiato agli Emmy®, hanno lavorato a stretto contatto con Kodak per rendere possibile questo utilizzo inedito.
Si tratta inoltre della prima serie di finzione a impiegare in modo così esteso il formato 65mm, offrendo immagini più ampie e immersive. Una scelta che non è solo estetica, ma profondamente narrativa: lo sguardo si allarga insieme ai personaggi, ora proiettati in un mondo più vasto, caotico e pericoloso rispetto a quello adolescenziale raccontato in precedenza.

Un progetto autoriale coerente e radicale
La terza stagione porta ancora una volta la firma totale di Sam Levinson, che ricopre i ruoli di creatore, sceneggiatore, regista e produttore esecutivo. Accanto a lui, un team produttivo internazionale che include, tra gli altri, Drake e Future, a conferma dell’identità ibrida di Euphoria, sospesa tra serialità d’autore e cultura pop globale.
Basata sull’omonima serie israeliana ideata da Ron Leshem e Daphna Levin, Euphoria continua così il suo percorso come opera radicale, capace di dividere, provocare e ridefinire i confini del racconto televisivo. Con questa terza stagione, la serie sembra pronta a spingersi ancora oltre, lasciandosi alle spalle l’adolescenza per esplorare territori narrativi più oscuri e maturi. L’attesa, questa volta, è più che giustificata.
Roberto Puntato