Dalla conferenza stampa Rai emergono nuovi dettagli sullo show più seguito del pianeta: Elettra Lamborghini pronta a “contenersi”, Gabriele Corsi prepara i suoi “festini sesquipedali” e Sal Da Vinci emoziona già dalle prime prove alla Wiener Stadthalle
L’Eurovision Song Contest 2026 deve ancora accendere ufficialmente i riflettori, ma l’atmosfera che si respira attorno alla manifestazione è già quella delle grandi occasioni. Nella Sala Blu di via Teulada, a Roma, la Rai ha presentato l’edizione del settantesimo anniversario dello show europeo più amato e discusso al mondo, tra annunci, sorrisi, retroscena e inevitabili tensioni geopolitiche che continuano ad accompagnare il contest.
Sul palco della conferenza stampa si sono alternati dirigenti Rai, conduttori e protagonisti di questa nuova avventura televisiva che, dal 12 al 16 maggio, porterà milioni di spettatori a Vienna. E se da una parte l’Eurovision conferma la sua anima pop e spettacolare, dall’altra emerge sempre più chiaramente il suo ruolo culturale e politico nel panorama internazionale.
La grande novità italiana è la coppia inedita formata da Gabriele Corsi ed Elettra Lamborghini. Lui è ormai il volto simbolo del commento italiano dell’Eurovision, lei la sorpresa di questa edizione. Energia incontenibile, spontaneità e ironia sembrano essere già il marchio della loro intesa.
“Mi trovo benissimo con Gabriele e lui mi ha descritto Eurovision come il suo programma preferito”, ha raccontato Elettra Lamborghini, spiegando di voler vivere questa esperienza senza etichette: “Non voglio avere limiti”. E con la sua consueta autoironia ha aggiunto: “Farò un fioretto e proverò a dire meno parolacce, ma non so se ci riuscirò”.
Gabriele Corsi, invece, conferma il suo approccio quasi maniacale alla preparazione. “Studio tantissimo e con largo anticipo perché Eurovision è seguito da persone che lo conoscono nei minimi dettagli. Bisogna arrivare preparati”, ha spiegato. Poi, scherzando sulla convivenza artistica con Elettra a Vienna, ha promesso “festini sesquipedali” e “due megafoni invece di uno”.
Ma il racconto italiano dell’Eurovision non si limiterà alla diretta televisiva. Rai punterà infatti anche su contenuti social e backstage esclusivi, tra cui “From Vienna with love”, una serie di incursioni firmate da Corsi per raccontare la comunità italiana nella capitale austriaca.
Tra le novità annunciate c’è anche il ruolo di Mariasole Pollio, scelta come spokesperson italiana per la finale del 16 maggio. Sarà lei a comunicare in diretta i celebri “12 points” assegnati dalla giuria italiana. “Per me è un privilegio enorme rappresentare l’Italia a un evento così importante, soprattutto alla mia età”, ha dichiarato emozionata.
E poi c’è lui, il protagonista più atteso: Sal Da Vinci. Collegato direttamente da Vienna dopo le prime prove ufficiali alla Wiener Stadthalle, il vincitore di Sanremo ha raccontato senza filtri l’impatto con il palco europeo.
“Mi è mancato il fiato quando sono salito lì sopra. Ancora non riesco a credere che tutto questo stia accadendo davvero”, ha confessato il cantante napoletano, che arriva all’Eurovision forte di numeri impressionanti: oltre 24 milioni di stream e una popolarità che sta già travolgendo anche il pubblico internazionale.
La sua “Per sempre sì” verrà eseguita interamente in italiano, senza concessioni linguistiche strategiche. “Non ho voluto inserire frasi in inglese. Questa canzone è nata così e così deve restare”, ha spiegato.
Lo show preparato per Vienna promette un impatto fortemente teatrale. Sul palco ci saranno ballerini, la coreografia originale firmata da Marcello Sacchetta e la presenza di Francesca Tocca, già protagonista del videoclip ufficiale del brano. Un impianto scenico romantico e cinematografico pensato per conquistare l’Europa senza rinunciare all’identità italiana.
“Non vivo la musica come una competizione”, ha precisato Sal Da Vinci. “Voglio solo arrivare al cuore delle persone. Sarebbe bellissimo vincere, ma la cosa più importante è fare una performance autentica”.
Accanto all’entusiasmo musicale, però, continua a crescere il dibattito politico attorno alla presenza di Israele nel contest. Alcune emittenti europee hanno deciso di non partecipare all’edizione 2026 in polemica con la situazione internazionale e il tema è inevitabilmente entrato anche nella conferenza stampa Rai.
Gabriele Corsi ha scelto una linea prudente ma molto chiara: “Io racconto ciò che succede. Se ci sarà dissenso, lo racconterò. Non mi sento portatore di una verità assoluta”.
Più netta la posizione espressa dal management Rai, che ha ribadito la volontà di tenere aperto uno spazio di riflessione all’interno dell’evento. “La musica non può vivere su un altro pianeta”, ha spiegato il direttore Williams Di Liberatore, sostenendo l’idea di coinvolgere un artista palestinese negli interval act dello show viennese.
Nel frattempo, l’emittente austriaca ORF ha confermato che all’interno dell’arena saranno consentite tutte le bandiere nazionali, inclusa quella palestinese, e che eventuali contestazioni del pubblico non verranno censurate artificialmente.
Sul fronte televisivo, la macchina Rai è pronta a una copertura imponente. Le semifinali del 12 e 14 maggio andranno in onda su Rai 2, mentre la finalissima del 16 maggio approderà in prima serata su Rai 1. Tutti gli appuntamenti saranno disponibili anche in streaming su RaiPlay, Rainews.it e in simulcast su Rai Radio2.
Per celebrare i 70 anni dell’Eurovision, Rai promette inoltre una narrazione ancora più immersiva, con anteprime, contenuti originali e due squadre operative parallele: una presente a Vienna e una negli studi di Roma.
L’impressione, dopo questa conferenza stampa, è che Eurovision 2026 non sarà soltanto un grande show musicale. Sarà un gigantesco racconto collettivo dove spettacolo, identità, politica e pop culture continueranno a mescolarsi senza confini. E l’Italia, ancora una volta, vuole prendersi la scena.
Federica Rizzo