A dieci anni dall’uscita, gli Ex-Otago celebrano il disco che ha segnato una generazione con un tour nei piccoli club e una grande festa finale a Genova
Ci sono album che non si limitano a raccogliere canzoni, ma diventano luoghi emotivi, spazi condivisi in cui si intrecciano ricordi, tensioni sociali, appartenenza e visioni del mondo. Marassi degli Ex-Otago è uno di questi. Un disco che nasce da un quartiere preciso di Genova ma che, nel tempo, è riuscito a parlare a un’intera generazione, superando confini geografici e culturali.
Pubblicato nel 2016, Marassi compirà dieci anni nel 2026, ma il suo impatto non ha mai smesso di farsi sentire. È l’album che ha cambiato la traiettoria della band genovese, consacrandola come una delle realtà fondamentali dell’indie italiano e accompagnando quel passaggio storico in cui l’indipendente ha iniziato a dialogare con il grande pubblico, le classifiche e i palchi più importanti.
Per celebrare questo anniversario, gli Ex-Otago hanno scelto di tornare dove tutto è iniziato: i piccoli club. Spazi intimi, sudati, autentici, che hanno visto crescere il disco concerto dopo concerto. Il tour partirà il 13 gennaio da Genova, al Crazy Bull, per poi toccare Torino (Cap 10100), Milano (Arci Bellezza), Bologna (Covo Club), Pistoia (H2NO), Roma (Alcazar), Salerno (DSSZ Club) e Conversano, alla Casa delle Arti.
Una scelta tutt’altro che nostalgica. I club, spiegano gli Ex-Otago, non sono solo luoghi fisici ma portatori di un’idea di musica e di società. Spazi che hanno accolto migliaia di artisti e che, spesso, hanno contribuito a scrivere pagine fondamentali della storia della musica italiana. Tornarci oggi significa riconoscerne il valore e ribadire un’idea di live fatta di contatto diretto, empatia e imperfezione: quella magia fragile e irripetibile del suonare, cantare e anche sbagliare dal vivo.
Dopo il mini tour invernale, il percorso celebrativo si chiuderà simbolicamente a casa. Il 16 luglio 2026 l’Arena del Mare di Genova ospiterà una grande festa dedicata a Marassi: un evento pensato come un abbraccio collettivo, un viaggio nella memoria e nell’energia di un disco che ha lasciato un segno profondo nel pop italiano.
Marassi nasceva dal desiderio di restare fermi, di non avanzare di un passo rispetto al luogo di partenza. Un modo per mettere al centro la normalità, anche quella più ruvida, e per raccontare un quartiere – Marassi, appunto – spesso associato solo al carcere e allo stadio. Gli Ex-Otago hanno scelto di illuminarlo, celebrandone e al tempo stesso mettendone in discussione i simboli, facendolo diventare emblema di tutte le periferie possibili.
Il risultato è stato un album capace di essere politico e sociale senza perdere leggerezza, diretto ma mai pesante, ribelle e al tempo stesso profondamente umano. Un disco libero, sincero, che non si prende troppo sul serio ma dice le cose come stanno. Le sue canzoni – da I giovani d’oggi a Quando sono con te, da Cinghiali incazzati a La nostra pelle – sono diventate colonna sonora di un’epoca e continuano a risuonare con forza anche oggi.
Perché, in fondo, in dieci anni è cambiato tutto e niente. Le contraddizioni raccontate allora sono ancora presenti, così come il desiderio di restare a galla, di trovare bellezza nel rumore e nella musica, di avere il coraggio di fermarsi e tornare indietro. Tornare alle origini, con gratitudine, per recuperare ciò che conta davvero.
E Marassi è ancora lì a ricordarlo: le cose autentiche, quelle vive, non smettono mai di parlare.
Roberto Puntato