Roma (Accademia di San Luca) e Agrigento (Valle dei Templi) celebrano uno dei grandi protagonisti del Novecento
Nel cinquantesimo anniversario della morte di Fausto Pirandello, l’Accademia Nazionale di San Luca di Roma e il Parco Archeologico e Paesaggistico della Valle dei Templi di Agrigento, insieme all’Associazione Fausto Pirandello, rendono omaggio a uno degli artisti più originali del Novecento italiano con la mostra “Fausto Pirandello. La magia del quotidiano”.
Curata da Fabio Benzi e Flavia Matitti, l’esposizione riunisce circa trenta dipinti, scelti tra i capolavori più significativi dell’artista, affiancati da un importante nucleo di opere su carta. Particolare attenzione è riservata ai pastelli, tecnica che Pirandello predilesse soprattutto nel secondo dopoguerra, e che rivela in modo diretto il suo processo creativo.
Il progetto espositivo si articola in due sedi: la prima a Roma, all’Accademia Nazionale di San Luca, dal 19 dicembre 2025 al 28 febbraio 2026; la seconda ad Agrigento, nella suggestiva Villa Aurea all’interno della Valle dei Templi, dal 20 marzo al 2 giugno 2026. Un doppio appuntamento che sottolinea il legame profondo dell’artista con la capitale e con la Sicilia, terra delle sue origini familiari.
Fausto Pirandello, nato a Roma nel 1899 e figlio del celebre Luigi Pirandello, Premio Nobel per la Letteratura, seppe costruire un linguaggio pittorico autonomo e riconoscibile. Dalle esperienze iniziali di un realismo crudo e quasi spietato, attraversò il clima culturale romano e parigino fino a elaborare, nel secondo dopoguerra, un linguaggio definito “astratto-concreto”, in cui forma e colore diventano strumenti di intensa indagine sulla realtà.
La mostra si inserisce in un percorso di riscoperta critica che segue importanti retrospettive e rassegne internazionali, ma segna un ritorno significativo a Roma, dove l’ultima esposizione pubblica risaliva al 2010. Non a caso la scelta dell’Accademia di San Luca assume anche un valore simbolico: Pirandello fu eletto Accademico di merito residente nel 1947 e Accademico nazionale nel 1948, a testimonianza del riconoscimento istituzionale del suo lavoro.
Il percorso romano, allestito nelle sale di Palazzo Carpegna, propone una lettura cronologica dell’opera di Pirandello. Si parte dagli anni Venti, con dipinti segnati da un realismo intenso e perturbante, per passare al periodo parigino (1928–1930), attraversato da suggestioni surrealiste. Seguono i grandi lavori degli anni Trenta, caratterizzati da una forte tensione plastica e drammatica, che collocano l’artista tra i protagonisti dell’arte europea tra le due guerre. L’ultima sezione è dedicata al dopoguerra, fase di profondo rinnovamento espressivo che gli valse importanti riconoscimenti anche negli Stati Uniti.
Un’intera sala è riservata alle opere su carta, affiancate da un solo dipinto, un intenso Autoritratto, che consente di entrare nel laboratorio più intimo dell’artista, tra studio della forma e visione lucida, talvolta aspra, del reale.
La tappa di Agrigento assume invece il significato di un ritorno alle origini. La Valle dei Templi e la vicina contrada “Caos”, luogo natale di Luigi Pirandello, evocano il legame profondo con la Sicilia, che Fausto frequentò fin da giovane e che influenzò la sua sensibilità cromatica e luministica.
Durante la visita romana sarà possibile accedere anche alla Galleria Accademica, che conserva capolavori di artisti come Bernini, Canova, Hayez, Rubens e Raffaello. Inoltre, per la prima volta, sarà aperta al pubblico la nuova sala dedicata alla donazione Gian Enzo Sperone, con 33 opere che spaziano dal Sei-Settecento alla contemporaneità.
La mostra è accompagnata da un catalogo edito dall’Accademia Nazionale di San Luca, con contributi istituzionali e saggi critici dei curatori e di studiosi come Claudio Strinati, oltre agli interventi dei rappresentanti delle istituzioni e della famiglia Pirandello.
“Fausto Pirandello. La magia del quotidiano” si propone così come un’occasione preziosa per rileggere, in modo organico e approfondito, l’opera di un artista capace di trasformare la realtà di ogni giorno in una potente e inquieta visione pittorica.
Alberto Leali