Novant’anni di storia incontrano la città che corre: il nuovo format tra tradizione, street food e identità romana
Roma cambia ritmo, e anche i suoi simboli imparano a seguirlo senza perdere anima. A due passi da Piazza di Spagna, in via delle Carrozze, nasce Felice On the Go: il nuovo progetto della storica insegna di Testaccio che trasforma la grande cucina romana in un’esperienza agile, contemporanea e accessibile.
Non è solo una nuova apertura, ma un cambio di passo. Dopo 90 anni di storia, Felice sceglie di parlare anche a chi ha poco tempo ma non vuole rinunciare alla qualità. Il risultato è un format ibrido: metà memoria, metà futuro. Si ordina al banco, si ritira quando è pronto, e si decide se sedersi oppure uscire a mangiare passeggiando tra le vie iconiche del centro.
Tradizione in formato smart
L’idea è semplice ma potente: portare i piatti simbolo della cucina romana fuori dalla dimensione classica del ristorante, senza snaturarli. Qui non si tratta di “fast food”, ma di fast experience fatta bene. La cucina resta fedele alla linea storica, con ingredienti selezionati e lavorazioni rigorose, mentre cambia il modo di fruirla.
Gli interni richiamano Testaccio — legno, pelle bordeaux, atmosfera familiare — ma con un’impronta più dinamica. Lo spazio è compatto, circa 120 mq, con cucina a vista e una piccola sala da 25 posti. Niente servizio al tavolo: il protagonista è il gesto, veloce ma curato.
Il menu: Roma, senza compromessi
Il cuore resta la pasta, naturalmente. E qui Felice gioca le sue carte migliori:
- Amatriciana (€10)
- Carbonara (€11)
- Gricia (€10)
- Cacio e pepe (€13) — la regina indiscussa
Accanto ai primi, una selezione di classici pensati anche per uno street-style di qualità:
- Supplì (€3,50)
- Carciofo alla romana (€7)
- Frittatina cacio e pepe (€3)
- Polpettine di bollito fritto (€9)
Non mancano i secondi della tradizione:
- Polpette al sugo (€12)
- Trippa alla romana (€12)
E per chiudere:
- Tiramisù nel bicchiere (€7)
- Crostata ricotta e visciole (€5)
È un menu compatto ma identitario, costruito per essere veloce senza risultare ridotto. Una vera “succursale” del ristorante storico, più che una sua versione semplificata.
La leggenda continua
Al centro di tutto, come sempre, c’è lei: la cacio e pepe. Non solo un piatto, ma un rito. Qui prende vita quella mantecatura cremosa diventata iconica, nata quasi per caso e oggi celebrata in tutto il mondo. È proprio questa continuità — tecnica, ingredienti, squadra — a garantire che anche in formato “da passeggio” il DNA resti intatto.
Un’evoluzione naturale
Felice On the Go non è una rottura, ma un’evoluzione. Dopo le aperture a Milano e Torino, il marchio continua a crescere restando fedele alla gestione familiare e alla propria identità. Cambia il contenitore, non il contenuto.
E forse è proprio questo il punto: dimostrare che la tradizione, se è autentica, non ha bisogno di rallentare per restare se stessa. Può anche correre. E, nel caso di Felice, farlo con un piatto di cacio e pepe in mano, tra le strade di Roma.
Roberto Puntato