Dal 13 al 25 ottobre l’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone diventa ancora una volta il cuore pulsante del cinema internazionale. In programma 17 film per il Progressive Cinema, grandi anteprime, serie, documentari e un omaggio speciale a Javier Bardem
Roma si prepara a riaccendere i riflettori sul grande schermo. Dal 13 al 25 ottobre 2026, l’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone ospiterà la 21ª edizione della Festa del Cinema di Roma, una manifestazione che anche quest’anno intreccia cinema d’autore, produzioni internazionali, opere italiane, serie, documentari e incontri con alcuni dei protagonisti più importanti della scena cinematografica contemporanea.
Il programma presentato questa mattina restituisce una Festa ampia e trasversale, capace di muoversi dal concorso alle grandi produzioni destinate al pubblico più vasto, senza rinunciare alla scoperta di nuovi autori e linguaggi. A fare da baricentro sarà il concorso Progressive Cinema – Visioni per il mondo di domani, affiancato dalle sezioni non competitive Freestyle, dedicata a film e serie, Grand Public, Best of 2026 e Proiezioni speciali.
Torna inoltre il Premio al Miglior Documentario, assegnato da una giuria attraverso una selezione trasversale di opere provenienti dalle diverse sezioni della Festa. Una formula che permette al documentario di attraversare l’intero programma, mettendo in dialogo storie, forme e prospettive molto diverse.
Javier Bardem, il premio alla carriera
Tra gli appuntamenti più attesi dell’edizione 2026 spicca il Premio alla Carriera a Javier Bardem. L’attore spagnolo riceverà il riconoscimento dalle mani di Paolo Sorrentino, regista premio Oscar. Un incontro tra due personalità che hanno segnato, con percorsi differenti, il cinema europeo e internazionale e che promette di essere uno dei momenti simbolici della Festa.
Si parte con Paolo Genovese
Ad aprire ufficialmente la manifestazione sarà Il rumore delle cose nuove, il nuovo film di Paolo Genovese, inserito nella sezione Grand Public.
Nel cast figurano Emanuela Fanelli, Claudia Pandolfi, Vittoria Puccini, Stefano Accorsi, Lino Musella ed Edoardo Pesce, con la partecipazione di Claudio Santamaria.
Un’apertura affidata dunque al cinema italiano e a un film pensato per inaugurare una Festa capace, ancora una volta, di alternare proposte popolari e ricerca cinematografica.
CONCORSO PROGRESSIVE CINEMA
Il concorso propone diciassette titoli provenienti da diverse aree del cinema internazionale, con opere che attraversano generi, culture e sensibilità differenti:
- Brianza, di Simone Catania
- Ceniza en la boca (Ashes), di Diego Luna
- Closure, di Michał Marczak
- Congo Boy, di Rafiki Fariala
- Dua, di Blerta Basholli
- Eurotrash, di Frauke Finsterwalder
- Gæsten (The Guest), di Mads Mengel
- Giorni felici, di Susanna Nicchiarelli
- I Love Boosters, di Boots Riley
- I See Buildings Fall Like Lightning, di Clio Barnard
- The Life and Deaths of Wilson Shedd, di Tim Blake Nelson
- Mustang, di Kasia Smutniak
- Sants, di Mikel Gurrea
- Skejtanjeto ne e za devojčinja (Skateboarding Is Not for Girls), di Dina Duma
- Thit-Thee Khu (Fruit Gathering), di Aung Phyoe
- Uļa (Ulya), di Viesturs Kairišs
- Voilà, c’est fini, di Gustave Kervern
- Yesterday the Eye Didn’t Sleep, di Rakan Mayasi
GRAND PUBLIC
È la sezione che raccoglie alcuni dei titoli destinati a incontrare un pubblico particolarmente ampio, tra produzioni italiane e internazionali, cinema d’autore e grandi nomi:
- La Bataille de Gaulle: L’âge de fer, di Antonin Baudry
- Changer l’eau des fleurs, di Jean-Pierre Jeunet (Francia, Italia)
- The Debut, di Jesse Eisenberg
- Desiderio, di Michela Cescon (Italia)
- È andata così, di Gianni Zanasi (Italia, Spagna, Albania)
- Elsinore, di Simon Stone
- Le Fantôme de l’Opéra, di Alexandre Castagnetti
- Geister (Ghost Song), di Fatih Akin
- I Play Rocky, di Peter Farrelly
- Je so’ pazzo, di Nicola Prosatore (Italia)
- Un jeu dangereux, di Karine Silla
- Juste une illusion, di Eric Toledano e Olivier Nakache
- Klara and the Sun, di Taika Waititi
- Me, You, di Bille August (Italia, Francia)
- Il Ministero dell’Amore, di Giacomo Ciarrapico e Luca Vendruscolo (Italia)
- Noi, un po’ meglio, di Daniele Luchetti (Italia)
- L’ora di tutti, di Stefania Rocca (Italia)
- Il profilo dell’altra, di Francesco Bruni (Italia)
- The Rome Eight, di Hannu Salonen
- Le rose di Marrakech, di Ginevra Elkann (Italia)
- Il rumore delle cose nuove, di Paolo Genovese (Italia)
- Se domani non torno, di Paola Randi (Italia)
- La sera a Roma, di Enrico Vanzina (Italia)
- A Talent for Murder, di Anton Corbijn (Regno Unito, Italia)
- Un tranquillo funerale di famiglia, di Massimiliano Bruno (Italia)
- Whalefall, di Brian Duffield
PREMIO AL MIGLIOR DOCUMENTARIO
Il documentario torna ad avere uno spazio centrale grazie a una competizione trasversale, nella quale la giuria sarà chiamata a individuare il miglior titolo tra opere provenienti dalle diverse sezioni della Festa.
Dalla sezione Progressive Cinema
- Closure, di Michał Marczak
- Mustang, di Kasia Smutniak
Dalla sezione Special Screenings
- Alea Jacarandas, di Hassen Ferhani
- Birds of War, di Janay Boulos e Abd Alkader Habak
- Dans la gueule de l’ogre (Into the Jaws of the Ogre), di Mahsa Karampour
- Elza, di Eryk Rocha
- Un hiver russe (A Russian Winter), di Patric Chiha
- Knife: The Attempted Murder of Salman Rushdie, di Alex Gibney
- Nowruz – Nuovo giorno, di Francesco Cannavà
- Rehearsals for a Revolution, di Pegah Ahangarani
- The Secret Reading Club of Kabul, di Shakiba Adil ed Elina Hirvonen
- La stanza degli altri, di Enrico Maisto
- Tin Castle, di Alexander Murphy
- To Hold a Mountain, di Biljana Tutorov e Petar Glomazić
FREESTYLE – FILM
Una sezione che amplia ulteriormente la geografia della Festa, mettendo insieme cinema internazionale, nuove voci e percorsi autoriali differenti:
- 7 anniversari, di Sabrina Iannucci (Italia, Portogallo)
- Bloques erráticos (Erratics), di Thomas Woodroffe (Cile, Francia, Argentina)
- Cambogia, di Valerio Lundini (Italia)
- Caro mondo crudele, di Niccolò Falsetti (Italia)
- Clementine Orange, di Lisa Forslund
- Club Kid, di Jordan Firstman
- The Idiot(s), di Małgorzata Szumowska e Michał Englert
- Interno familiare, di Paolo Coletta (Italia, Francia)
- Lady, di Olive Nwosu
- Mecenaten (The Patron), di Julia Thelin
- Mission, di Paul Wright
- Riverrun, di Philippe Parreno
- The State of Us, di Jake Harvey e Ollie Gardner
- Tangles, di Leah Nelson
- El tren fluvial (The River Train), di Lorenzo Ferro e Lucas A. Vignale
FREESTYLE – SERIE
La serialità trova uno spazio sempre più importante all’interno della Festa, con produzioni italiane e internazionali:
- 177 giorni. Il rapimento di Farouk, di Carlo Carlei (Italia)
- All’s Fair (Stati Uniti)
- Cagnàz, di Alessandro Roia (Italia)
- Chiaroscuro, di Jan Maria Michelini (Italia)
- La famiglia Panini – L’avventura delle figurine, di Letizia Lamartire (Italia)
- Livatino – Il giudice e i suoi assassini, di Michele Placido (Italia)
- Marvel Vision Quest, di Christopher J. Byrne, Gandja Monteiro, Vincenzo Natali e Terry Matalas
- Melania Rea, di Stefano Mordini (Italia)
- Memoriae, di Cosimo Alemà e Isabella Aguilar (Italia)
- Il Milanese, di Simone Spada (Italia)
- Radici, di Nicola Ravera Rafele (Italia)
SPECIAL SCREENING
È il cuore più libero e imprevedibile della programmazione: documentari, ritratti, musica, memoria, arte, architettura, società e grandi protagonisti si incontrano in una lunga serie di proiezioni speciali:
- Alea Jacarandas, di Hassen Ferhani
- Alla tua partenza sarà notte, di Nicolò Ribolla (Italia)
- A mare, di Alessandra Cutolo (Italia)
- Artefici di meraviglia. Viaggio nell’illusionismo, di Francesca Bellucci (Italia)
- L’assurda storia della Gialappa’s Band, di Walter Veltroni (Italia)
- Un atto d’amore, di Stefano Ribaldi (Italia)
- Birds of War, di Janay Boulos e Abd Alkader Habak
- Blu, di Denis Brotto (Italia)
- Cantona, di David Tryhorn e Ben Nicholas
- Custodi della memoria. La natura al tempo del fuoco, di Francesco Conversano e Nene Grignaffini (Italia)
- Dans la gueule de l’ogre (Into the Jaws of the Ogre), di Mahsa Karampour
- Elza, di Eryk Rocha
- Eva Mameli Calvino. La signora dei fiori, di Alessandra Usai (Italia)
- Federica – L’ultima Olimpiade, di Federico Gariboldi e Paolo Novelli (Italia)
- I fili dell’anima, di Francesco Fei (Italia)
- Five Living Buildings (by Renzo Piano), di Jonathan Goodman Levitt (Cina, Italia, Stati Uniti)
- Fuksas – Da tutta la vita, di Elisa Fuksas (Italia)
- Il ghiaccio in tasca. Mio padre Giuseppe Sinopoli, di Giovanni Sinopoli (Italia)
- Il gioco del silenzio, di Vincenzo De Caro (Italia, Svizzera)
- Giudecca, di Maria Tilli (Italia)
- Give Me the Ball!, di Liz Garbus e Elizabeth Wolff
- Un hiver russe (A Russian Winter), di Patric Chiha
- In a Time Lapse – A Journey Inside the Album, di Ana Shametaj (Italia)
- L’incontro, di Fabrizio Galatea (Italia)
- In un battito (In a Heartbeat), di Giovanni Troilo (Italia)
- Knife: The Attempted Murder of Salman Rushdie, di Alex Gibney
- Lorenzo – L’incredibile avventura di Jovanotti, di Dario Zonta e Carlo Zoratti (Italia)
- Mace – An Out of Body Experience, di Giorgio Testi (Italia)
- The Match, di Juan Cabral e Santiago Franco
- Nedo, un italiano, di Ruggero Gabbai (Italia)
- Non importa dove, di Francesco Fei e Consuelo Moschella (Italia)
- Nowruz – Nuovo giorno, di Francesco Cannavà (Italia)
- Once Upon a Time in Harlem, di David Greaves
- Pétros Ení, di Paula Ortiz (Italia, Spagna, Città del Vaticano)
- Plus de bruit: Mano Negra! (Make Some Noise: Mano Negra!), di David Dufresne
- Rehearsals for a Revolution, di Pegah Ahangarani
- The Secret Reading Club of Kabul, di Shakiba Adil e Elina Hirvonen
- Sense of Water, di Mohammad Rasoulof
- La stanza degli altri, di Enrico Maisto (Italia, Svizzera)
- Tin Castle, di Alexander Murphy
- To Hold a Mountain, di Biljana Tutorov e Petar Glomazić
- Tutte le stanze che servono, di Francesca Sironi e Alberto Gottardo (Italia)
- Ultimo Fellini, di Gianluigi Attorre (Italia)
- Wax & Gold, di Ruth Beckermann (Austria, Italia, Etiopia)
BEST OF 2026
La sezione raccoglie alcuni dei titoli più significativi dell’annata cinematografica internazionale:
- Ben’imana, di Marie-Clémentine Dusabejambo
- La bola negra, di Javier Calvo e Javier Ambrossi
- Fatherland, di Paweł Pawlikowski (Polonia, Germania, Italia, Francia)
- Fjord, di Cristian Mungiu
- Hopeu (Hope), di Na Hong-jin
- Mariage au goût d’orange, di Christophe Honoré
- Minotaur, di Andrey Zvyagintsev
- Nina Roza, di Geneviève Dulude-De Celles (Canada, Italia, Bulgaria, Belgio)
- Notre salut, di Emmanuel Marre
- The Only Living Pickpocket in New York, di Noah Segan
- El ser querido, di Rodrigo Sorogoyen
Un programma che guarda al cinema di domani
Dalle opere del concorso alle produzioni più attese della sezione Grand Public, passando per il documentario, la serialità e le numerose proiezioni speciali, la Festa del Cinema di Roma 2026 costruisce un programma nel quale convivono cinema italiano e internazionale, grandi autori e nuove voci.
La presenza di Javier Bardem, l’omaggio affidato a Paolo Sorrentino, l’apertura con Paolo Genovese e la ricchezza di un programma che attraversa fiction e non-fiction confermano la vocazione della Festa a trasformare Roma, per quasi due settimane, in un grande punto d’incontro tra pubblico, autori e industria cinematografica.
Il conto alla rovescia, dunque, è già cominciato: dal 13 ottobre, il grande cinema torna protagonista nella Capitale.
Alberto Leali