Il 22 e 23 novembre un viaggio musicale in sei tappe tra capolavori, prime assolute e incontri tra strumenti e generazioni
Il Teatro Palladium si prepara a due giornate di grande musica con il Flautissimo Festival, appuntamento ormai imprescindibile per il panorama flautistico internazionale e per tutti gli amanti della musica da camera. Sabato 22 novembre e domenica 23 novembre, la direzione artistica di Stefano Cioffi porterà sul palco alcuni dei più celebri interpreti del flauto, affiancati da pianisti e arpisti di alta levatura, per un percorso che attraversa secoli di repertorio, dai fasti del barocco alle vibrazioni della musica contemporanea.
Accanto ai concerti, i due giorni offriranno anche momenti di incontro, scambio professionale e scoperta: l’Hub culturale Moby Dick ospiterà una mostra di strumenti, occasione per esplorare da vicino l’eccellenza artigianale italiana e internazionale che alimenta l’evoluzione tecnica e poetica del flauto.
22 novembre: tre concerti per aprire il festival
La prima giornata si inaugura alle 16:30 con “Romanze senza parole n.1”, affidato al giovane talento Riccardo Cellacchi, accompagnato da Sara Matteo al pianoforte. Il programma, che presenta pagine di Dutilleux, Carter e Taffanel, esplora la dimensione più lirica e introspettiva del repertorio per flauto, aprendo simbolicamente l’edizione con un viaggio nella parola “non detta”, suggerita dal titolo.
Alle 18:30 inizia “Romanze senza parole n.2”, un doppio appuntamento che ospita prima il duo formato da Juliette Hurel e Isabelle Moretti, interpreti capaci di rivelare la morbidezza e il carattere onirico del dialogo tra flauto e arpa. Segue l’intenso set di Adriana Ferreira con la pianista Isolda Crespi, in un programma dedicato a compositrici come Lili Boulanger, Barraine e Cecconi-Botella, a testimonianza della crescente attenzione del festival alla valorizzazione del repertorio femminile.
La serata prosegue alle 21:00 con “Romanze senza parole n.3”, dove il flauto di Paolo Taballione, sostenuto da Gesualdo Coggi, esplora il grande romanticismo tedesco, mentre Denis Bouriakov, tra i flautisti più acclamati al mondo, chiude il concerto con un repertorio eclettico che spazia da Bach a Ysaÿe, in un crescendo di virtuosismo che promette di lasciare il pubblico senza fiato.
23 novembre: tre concerti dalla spiritualità di Bach al fuoco di Prokof’ev
La seconda giornata si apre alle 12:00 con “Romanze senza parole n.4”. Sébastian Jacot, flauto solista dei Berliner Philharmoniker, insieme a Irene Veneziano, offre una meditazione musicale attraverso Mozart, Debussy e Bach. A seguire, Silvia Careddu e Francesca Carta conducono il pubblico nel mondo della modernità, da Messiaen a Berio, con un programma che mette al centro la ricerca timbrica e la potenza espressiva dello strumento.
Il pomeriggio, alle 17:00, è la volta di “Romanze senza parole n.5”, che ospita due tra le interpreti più promettenti della nuova generazione: Elizaveta Ivanova e Marianna Zolnacz, entrambe accompagnate da Sara Matteo. Il concerto si muove tra Schumann, Schubert, Mendelssohn e Clara Schumann, cucendo un percorso poetico che mette in dialogo romanticismo e modernità con sensibilità ed eleganza.
Il festival si conclude alle 19:00 con “Romanze senza parole n.6”, dove Violeta Gil Garcia e Francesca Carta interpretano Gaubert e Prokof’ev, aprendo la strada all’ultimo, luminoso intervento di Riccardo Ghiani, impegnato in un programma che va da Strauss a Béla Sykes Wood, fino a un omaggio a Raymond Guiot, uno dei grandi maestri della tradizione flautistica francese.
Un festival che parla molte lingue, una sola emozione
Flautissimo conferma ancora una volta la sua identità: un luogo dove il flauto diventa voce, narrazione, gesto scenico e poesia. «A Flautissimo la musica non accompagna le parole: le sostituisce», afferma il direttore Stefano Cioffi, sintetizzando la filosofia che da ventisette edizioni anima la rassegna.
Sostenuto da Roma Capitale, Regione Lazio, Zètema, dall’Accademia Italiana del Flauto e in collaborazione con il Teatro di Roma e la Fondazione Roma Tre Teatro Palladium, il festival continua a crescere, esplorare e trasformare il repertorio, offrendo al pubblico non solo eccellenza artistica, ma anche riflessione, condivisione e scoperta.
Roberto Puntato