Presentata la programmazione 2025-2026: grandi mostre, percorsi rinnovati e un polo museale sempre più aperto alla città
A un anno dall’apertura del Museo del Corso – Polo museale, nato dall’unione di Palazzo Cipolla e Palazzo Sciarra Colonna lungo via del Corso, la Fondazione Roma presenta la stagione espositiva 2025-2026, un programma ricco di mostre, progetti e iniziative pensato per consolidare il ruolo del nuovo complesso come punto di riferimento culturale per la città e per il Paese.
Il Museo, concepito per restituire alla comunità un patrimonio artistico unico, continua il suo percorso di crescita grazie a importanti novità e a prestigiosi prestiti internazionali che arricchiscono le collezioni e i percorsi espositivi.
Carlo Maratti protagonista del quarto centenario
Il fulcro della nuova stagione è la grande mostra “Omaggio a Carlo Maratti” (21 novembre 2025 – 12 aprile 2026), allestita a Palazzo Sciarra Colonna. L’esposizione celebra il quarto centenario della nascita del maestro marchigiano, figura di spicco della Roma barocca dopo Cortona e Bernini e erede della tradizione raffaellesca.
Organizzata in tre sezioni – Arcadia, pittura sacra e ritratto – la mostra racconta l’evoluzione stilistica di Maratti e la sua influenza sugli artisti del Settecento. Tra i momenti più significativi spicca l’acquisizione del dipinto “Ritratto di Gaspare Marcaccioni”, rientrato in Italia e ora parte del patrimonio della Fondazione Roma.
Dal Monte di Pietà alla pittura: un dialogo inedito
Parallelamente, l’Archivio storico della Fondazione ospita la mostra “De arte pingendi. La pittura nelle carte del Monte di Pietà di Roma”. Ispirata al volume di Salvador Dalí 50 segreti magici per dipingere, l’esposizione indaga il rapporto tra l’antica istituzione e il mondo dell’arte, tra committenza, iconografie religiose e custodia del patrimonio.
Il percorso è arricchito da due prestiti straordinari:
- il Trattato della pittura di Leonardo da Vinci (1540), dalla Biblioteca Apostolica Vaticana;
- la lettera di Raffaello e Baldassarre Castiglione a Leone X (1519), dall’Archivio di Stato di Mantova.
Documenti eccezionali che dialogano con materiali provenienti dagli archivi del Monte di Pietà e della Cassa di Risparmio di Roma.
La Collezione permanente e gli Appartamenti del Cardinale
Nel piano nobile di Palazzo Sciarra Colonna è stato completamente rinnovato il percorso della Collezione permanente, che offre uno sguardo su quattro secoli di arte – dal Quattrocento al Settecento – attraverso dipinti, sculture, arredi storici, arazzi, corami e la ricca raccolta numismatica.
Riprendono inoltre, ogni prima domenica del mese, le visite guidate agli Appartamenti del Cardinale, che comprendono la storica Biblioteca e il raffinato Gabinetto degli Specchi, ambienti settecenteschi rimasti quasi inalterati nel tempo.
Il caveau di Palazzo Cipolla: un deposito che diventa museo
Tra le novità più suggestive della stagione figura l’apertura al pubblico del caveau di Palazzo Cipolla, trasformato in un deposito visitabile. Pur mantenendo la funzione simbolica di cassaforte dell’antica Cassa di Risparmio, lo spazio diventa un percorso museale che racconta le storie della Bibbia attraverso otto pannelli tematici disposti al centro della struttura ottagonale.
Un allestimento che unisce tutela, narrazione e didattica, trasformando le opere conservate in autentiche “riserve auree” della Fondazione.
Dalí a Palazzo Cipolla: rivoluzione e tradizione
La stagione prosegue idealmente con la mostra già inaugurata “Dalí. Rivoluzione e Tradizione”, aperta dal 17 ottobre 2025 al 1° febbraio 2026. L’esposizione, realizzata con la collaborazione della Fundació Gala-Salvador Dalí e MondoMostre, porta a Roma oltre sessanta opere tra dipinti, disegni, documenti e materiali audiovisivi, offrendo uno sguardo completo sull’universo creativo del maestro catalano.
Un museo aperto, accessibile e vivo
Mostre, Archivio storico e Collezione permanente saranno visitabili gratuitamente, dal mercoledì alla domenica, con prenotazione online. Laboratori didattici, percorsi per le scuole e attività speciali accompagneranno l’intera stagione, rafforzando la vocazione del Museo del Corso come luogo inclusivo, partecipato e in dialogo costante con la città.
Con questa articolata programmazione, la Fondazione Roma conferma la volontà di costruire un polo museale capace di coniugare passato e contemporaneità, conservazione e innovazione, offrendo a Roma un nuovo spazio di incontro e conoscenza.
Roberto Puntato