Diretto da David Mackenzie, vede nel cast anche Theo James, Sam Worthington e Gugu Mbatha-Raw. Al cinema dal 17 giugno con 01 Distribution
C’è un momento, nei migliori thriller, in cui lo spettatore capisce di essere stato abilmente ingannato. Fuze – Conto alla rovescia costruisce tutta la sua forza proprio su quel momento. Ti invita a guardare da una parte mentre la vera partita si gioca altrove.
David Mackenzie apre il film con un’immagine destinata a catturare immediatamente l’attenzione: nel cuore di Londra, durante dei lavori in un cantiere, emerge dal sottosuolo una bomba inesplosa risalente alla Seconda guerra mondiale. Le procedure di emergenza scattano immediatamente, la zona viene evacuata e una squadra di artificieri guidata dal maggiore Will Tranter, interpretato da Aaron Taylor-Johnson, prende il controllo della situazione.
Sembra l’inizio di un classico thriller militare scandito da un conto alla rovescia. Ma è solo una miccia narrativa.
Mentre la città guarda verso la minaccia più evidente, un gruppo di criminali sfrutta il caos per mettere in atto un colpo accuratamente pianificato. Guidati dall’enigmatico Karalis, interpretato da Theo James, e dal brutale X cui Sam Worthington regala una presenza minacciosa e fisica, i rapinatori si muovono nei sotterranei della City puntando a un caveau che custodisce un bottino milionario.
Da qui il film cambia pelle. Quello che sembrava un racconto sulla gestione di una crisi si trasforma progressivamente in un heist movie nervoso e imprevedibile, dove ogni personaggio nasconde qualcosa e ogni alleanza è pronta a sgretolarsi sotto il peso dell’avidità.
La vera abilità di Mackenzie non sta nel nascondere gli indizi. Al contrario, molti tasselli del puzzle vengono disseminati davanti agli occhi dello spettatore sin dalle prime sequenze. Il regista sa che il piacere non nasce tanto dalla sorpresa quanto dal modo in cui la tensione viene costruita.
Anche quando si intuisce la direzione degli eventi, Fuze continua a mantenere alta l’attenzione grazie a una scrittura che moltiplica i punti di vista, i tradimenti e le zone d’ombra. Nessuno sembra essere davvero ciò che appare e il film si diverte a rimescolare continuamente le carte.
Uno dei maggiori pregi dell’opera è il senso della misura. In un’epoca in cui molti action thriller superano abbondantemente le due ore, Fuze sceglie la strada opposta: poco più di novanta minuti di ritmo serrato, senza sottotrame inutili o digressioni superflue.
Il montaggio di Matt Mayer mantiene costante la sensazione di urgenza, mentre la colonna sonora di Tony Doogan accompagna l’azione senza mai sovrastarla. Il risultato è un film asciutto, compatto e sorprendentemente efficace.
Aaron Taylor-Johnson offre una delle sue interpretazioni più controllate degli ultimi anni, lontana dagli eccessi di altri ruoli recenti, mentre Theo James e Sam Worthington formano una coppia criminale credibile e carismatica. Ottima anche Gugu Mbatha-Raw nei panni della sovrintendente che coordina le operazioni sul campo.
Fuze – Conto alla rovescia non pretende di reinventare il thriller né di lanciare grandi messaggi sul mondo contemporaneo. Il suo obiettivo è molto più semplice e, proprio per questo, più difficile: intrattenere con intelligenza.
Mackenzie confeziona un film che guarda ai thriller degli anni Novanta, ai racconti di rapine perfette e ai giochi di prestigio narrativi, senza cercare di apparire più profondo di ciò che è. E proprio questa onestà rappresenta il suo punto di forza.
Non tutto è nuovo, alcuni colpi di scena hanno un sapore volutamente classico e certe dinamiche sono familiari agli appassionati del genere. Ma quando il meccanismo funziona con questa precisione, è difficile chiedere di più.
Come la miccia del titolo, Fuze brucia rapidamente, senza deviazioni e senza esitazioni. E quando arriva all’esplosione finale, lascia la piacevole sensazione di aver assistito a un piano costruito e portato a termine con notevole abilità.
Ilaria Berlingeri