Dal 5 al 15 marzo 2026 una nuova riscrittura ribalta l’“Amleto” e accende i riflettori sulla madre
Dal 5 al 15 marzo 2026 il palcoscenico del Teatro di Roma – Teatro Nazionale ospita al Teatro Torlonia il debutto di Gertrude. Regina, sposa, madre, testo originale di Annalisa De Simone con la regia di Mario Scandale. In scena Mascia Musy, affiancata da Jonathan Lazzini, Domenico Pincerno e Arianna Pozzi.
Il nuovo allestimento rilegge l’Amleto di William Shakespeare spostando il fuoco narrativo: non più il tormento del principe, ma lo sguardo della madre. Gertrude diventa il perno attorno a cui ruotano desiderio, colpa e potere. Non figura ambigua relegata ai margini, bensì donna complessa che rivendica il proprio spazio tra le macerie del regno e della famiglia.
La scena si apre in una piscina svuotata, luogo concreto e simbolico insieme: ciò che un tempo era pieno d’acqua ora è cavità, eco, memoria. In questo spazio sospeso la protagonista ripercorre le proprie scelte, oscillando tra lucidità politica e fragilità materna. Attorno a lei si muovono presenze maschili cariche di aspettative e giudizi, mentre Amleto resta un’ombra costante, una forza invisibile che incide sulle coscienze.
La scrittura alterna toni lirici e taglienti, sensualità e freddezza, senza cercare conciliazioni. Anche la regia insiste su un equilibrio precario: i corpi abitano il vuoto come se l’acqua potesse tornare, ma il finale resta sospeso, privo di catarsi. Non c’è assoluzione né condanna definitiva, solo un’indagine teatrale che illumina le contraddizioni di una regina chiamata a essere madre, sovrana e donna nello stesso tempo.
Un debutto che promette di restituire voce e centralità a uno dei personaggi più enigmatici della tragedia shakespeariana.
Alberto Leali