In scena dal 24 febbraio al 1° marzo 2026
Un classico del teatro italiano si prepara a riconquistare il pubblico con uno sguardo nuovo e sorprendentemente attuale. “Gli Innamorati” di Carlo Goldoni rivive in un adattamento firmato e diretto da Roberto Valerio, prodotto da Accademia Perduta / Romagna Teatri, La Contrada Teatro Stabile di Trieste e La Pirandelliana, in collaborazione con il Comune di Verona per l’Estate Teatrale Veronese.
Dopo il debutto nella cornice estiva veronese, lo spettacolo affronta ora la sua prima tournée nazionale, toccando numerose città italiane fino all’aprile 2026, per un totale di settanta repliche. Tra le tappe più attese, l’arrivo al Teatro Quirino di Roma dal 24 febbraio al 1° marzo 2026, dopo aver attraversato piazze come Milano (Teatro Carcano), Trieste, Brescia, Catania e molte altre.
Un amore senza tempo, tra dolcezza e tempesta
Al centro della vicenda, la giovane coppia formata da Eugenia e Fulgenzio: innamorati sinceri, appassionati, eppure costantemente in bilico tra slanci romantici e crisi furibonde. Basta un’ombra, un sospetto, una parola fuori posto perché l’amore si trasformi in gelosia, innescando un vortice di ripicche, accuse e riappacificazioni.
Goldoni, nel 1759, tratteggiava già con straordinaria lucidità le fragilità emotive che ancora oggi appartengono a chiunque abbia amato. È proprio questa sorprendente modernità che Valerio mette in risalto: l’innamoramento come stato di grazia e insieme di smarrimento, capace di rendere vulnerabili, impulsivi, talvolta perfino ridicoli.
Una compagnia affiatata per un classico reinventato
A guidare il cast sono Claudio Casadio e Loredana Giordano, affiancati da Valentina Carli e Leone Tarchiani nei ruoli dei due giovani protagonisti. Con loro, Maria Lauria, Lorenzo Carpinelli, Damiano Spitaleri e Alberto Gandolfo completano un ensemble che dà corpo alla vivace galleria di personaggi che circonda la coppia.
Tra questi spicca la figura di Fabrizio, zio di Eugenia: chiacchierone instancabile, bonario manipolatore, irresistibile nel suo modo di alimentare equivoci e complicazioni. È lui uno dei motori comici dell’intreccio, emblema di quell’umanità imperfetta e contraddittoria che Goldoni osserva con ironia ma senza crudeltà.
Una messa in scena essenziale e contemporanea
L’allestimento punta su una scena moderna e lineare, firmata da Guido Fiorato, con costumi che richiamano la contemporaneità. Le musiche originali di Paolo Coletta e il disegno luci di Michele Lavanga contribuiscono a costruire un’atmosfera che alterna leggerezza e tensione, comicità e ombre più profonde.
Ne nasce uno spettacolo compatto che evita ogni orpello per concentrarsi sull’essenza del testo e sulle dinamiche emotive dei personaggi. La risata si intreccia così a momenti più cupi, in cui l’amore si rivela forza travolgente e talvolta distruttiva.
Specchiarsi nei protagonisti
Goldoni stesso invitava i giovani lettori a riconoscersi nei suoi Innamorati, a sorridere delle loro intemperanze per non diventarne vittime. È un monito che attraversa i secoli e che oggi suona più vivo che mai.
La regia di Valerio raccoglie questa eredità e la restituisce al pubblico contemporaneo: “Gli Innamorati” non sono figure lontane nel tempo, ma ragazzi di ieri e di oggi, sospesi tra orgoglio e desiderio, tra paura di perdere e bisogno di essere amati.
Con questa nuova produzione, il capolavoro goldoniano dimostra ancora una volta la propria vitalità, confermando la straordinaria capacità del teatro di parlare al presente attraverso le parole del passato.
Roberto Puntato