Quando una cena tra amiche diventa un viaggio dentro ciò che non diciamo. Tra realtà e possibilità, lo spettacolo diretto da Giacomo Vezzani va in scena dal 4 al 7 dicembre
Dal 4 al 7 dicembre 2025, nella Sala Black dello Spazio Diamante, va in scena Ho bisogno di sentire qualcuno che mi dica che sto bene, nuova produzione MAT – Movimenti Artistici Trasversali. Sul palco, quattro interpreti — Elisa Di Eusanio, Valentina Fois, Valentina Martino Ghiglia e Marta Nuti — danno vita a un racconto collettivo che si sviluppa come un dialogo a più voci, fatto di confessioni trattenute e verità che premono per uscire.
La drammaturgia di Maria Teresa Berardelli, nata da un lavoro condiviso e dalle improvvisazioni delle attrici, costruisce una storia che parte da un momento quotidiano e apparentemente innocuo: una cena tra quattro amiche che non si vedono da un anno. Ma dietro la normalità dell’incontro si nasconde un territorio fragile, incrinato da ciò che è successo nel frattempo, da esperienze che le hanno cambiate in modi che loro stesse faticano ad ammettere.
A unirle non è più soltanto l’amicizia, ma un gioco sottile e pericoloso: far finta di niente, fingere che tutto sia rimasto com’era. E quando questa recita silenziosa si rompe, la cena si trasforma in un rituale che si ripete, muta, si moltiplica. Ogni versione dell’incontro apre scenari nuovi, come se le protagoniste potessero abitare mondi paralleli dove paure, amarezze e rabbie non vengono più nascoste ma finalmente agite.
Un doppio binario tra realtà e immaginazione
La struttura dello spettacolo procede come un continuo slittamento: una cena che ricomincia sempre da capo, ma mai nello stesso modo. La realtà si scompone e si confonde con le sue alternative, fino a non distinguere più ciò che sta accadendo davvero da ciò che potrebbe accadere in quella dimensione ideale dove ogni donna tenta di riscrivere la propria storia.
È un gioco teatrale che diventa specchio: un luogo dove si può essere il contrario di ciò che si mostra ogni giorno, in una sospensione temporale che ha il sapore del sogno ma anche quello della resa dei conti.
Il risultato è una commedia grottesca che usa l’ironia per scoperchiare l’incapacità contemporanea di essere sinceri, anche con chi si ama.
La visione di Giacomo Vezzani
Nelle sue note di regia, Giacomo Vezzani descrive lo spettacolo come un vortice che ribalta continuamente le percezioni dello spettatore. La cena diventa il pretesto per svelare personalità trattenute, vite che oscillano tra ciò che si è e ciò che si desidererebbe essere, e una verità che emerge soltanto attraverso l’esagerazione comica e la distorsione grottesca.
Il tempo si dilata, si spezza, sfuma in un “non luogo” che riflette la nostra difficoltà a essere autentici. Il riso e il dolore si mescolano fino a diventare indistinguibili, come nella vita: dove tutto può ridursi a un gioco, e dove il gioco stesso può rivelarsi il modo più sincero di esistere.
Ogni elemento concorre a costruire un ambiente in cui lo spettatore si muove tra riconoscibilità e smarrimento, proprio come le protagoniste.
Ho bisogno di sentire qualcuno che mi dica che sto bene è un’esperienza teatrale che parla con intensità e leggerezza del nostro modo di affrontare il dolore: negandolo, riscrivendolo, immaginandolo diverso. Una storia che mostra come l’amicizia possa diventare il luogo più fragile e più necessario per guardarsi davvero negli occhi.
Alberto Leali