Tra memoria storica, nuove tecnologie e spazi dedicati ai giovani, via Bissolati si prepara ad accogliere un grande polo culturale aperto alla città
Roma si prepara a riaccendere una delle sue insegne più iconiche. Dopo anni di chiusura, il Cinema Fiamma di via Bissolati tornerà a vivere grazie a un ambizioso progetto di rigenerazione che trasformerà gli storici spazi della multisala e dell’ex Opengate in un grande hub culturale di 2.850 metri quadrati.
L’avvio dei lavori è previsto per agosto 2026. Alla guida del progetto ci sono Gianluca Giannelli e Fabia Bettini dell’Associazione PlaytownRoma — ideatori e anime di Alice nella Città — insieme al Gruppo Caroli, proprietario dell’immobile, e allo studio di architettura Alvisi Kirimoto, che firma l’intervento di riqualificazione.
L’obiettivo non è soltanto restaurare uno storico cinema romano, ma restituire alla città un luogo aperto, contemporaneo e pensato soprattutto per le nuove generazioni. Un centro culturale in cui cinema, formazione, creatività e socialità convivranno in un unico spazio fluido e multidisciplinare.
Il nuovo Fiamma manterrà viva la memoria del passato — qui si tennero le anteprime di capolavori di Federico Fellini come La dolce vita e 8½ — ma sarà completamente ripensato nella struttura e nelle funzioni. Il piano terra si aprirà alla città con una hall ampliata, un foyer trasformato in spazio d’incontro, una libreria dedicata al cinema e un’area bar pensata per vivere il luogo anche oltre gli orari delle proiezioni.
La storica sala principale, da 165 posti, verrà restaurata preservandone l’identità originale ma aggiornata sotto il profilo tecnologico, acustico e impiantistico. Al primo piano nascerà una seconda sala da 70 posti, progettata anche per ospitare proiezioni in pellicola grazie a un proiettore 35mm, in un dialogo continuo tra innovazione e tradizione cinematografica.
I livelli superiori saranno invece dedicati alla formazione e alle professioni del settore audiovisivo, con spazi per workshop, studio e didattica rivolti a studenti, scuole di cinema e giovani autori. Il cuore più innovativo del progetto troverà spazio nei piani interrati: qui sorgerà un teatro-ristorante immersivo ricavato dall’ex sala Fiammetta, destinato a performance, eventi live e incontri culturali. Accanto ci saranno una Biblioteca del Cinema con postazioni audio-video e cubicles dedicati alla consultazione, una micro-sala da 15 posti, aree per editing e post-produzione, oltre a spazi espositivi e conviviali.
“Al centro del progetto ci sono i ragazzi che da anni rappresentano la nostra energia e il nostro lavoro”, spiegano Gianluca Giannelli e Fabia Bettini. “Il Fiamma sarà un luogo da abitare, aperto e plurale, dedicato alla visione, alla formazione e alla scoperta di nuovi talenti e linguaggi cinematografici”.
La programmazione avrà una forte identità d’essai, con attenzione al cinema contemporaneo, alle produzioni indipendenti europee e asiatiche, alle opere in lingua originale e ai nuovi linguaggi audiovisivi. Ampio spazio sarà dedicato anche a cortometraggi, retrospettive, incontri con autori e attività formative rivolte al pubblico più giovane.
“L’obiettivo è costruire un’offerta accessibile ma altamente curata, capace di unire ricerca, qualità e apertura ai nuovi linguaggi”, sottolinea Fabia Bettini, evidenziando la volontà di creare un rapporto diretto e continuo con gli spettatori.
Ma la rinascita del Fiamma guarda anche oltre il singolo edificio. L’idea è quella di dare vita a un vero e proprio “Distretto del Cinema” nel quartiere Ludovisi, creando una rete tra le sale indipendenti della zona e contribuendo alla nuova geografia culturale che collega Termini, Piazza della Repubblica e Villa Borghese.
Più che un semplice cinema, il nuovo Fiamma vuole diventare uno spazio condiviso e permanente, capace di unire memoria, innovazione e comunità, riportando il grande schermo al centro della vita culturale romana.
Alberto Leali