Per la prima volta in Italia la commedia originale che diede vita alla serie cult: un giallo teatrale avvincente tra ironia, ingegno e suspense
Dal 18 al 23 novembre approda al Teatro Quirino, dopo cinque anni di sold-out in Inghilterra, America e Francia, lo spettacolo dedicato al più iconico investigatore della storia della televisione: il Tenente Colombo.
Prodotto da Oliver & Friends e Peep Arrow Entertainment Srl, lo spettacolo vede in scena Gianluca Ramazzotti, Pietro Bontempo, Samuela Sardo, Sara Ricci e la partecipazione straordinaria di Nini Salerno. La regia è affidata a Marcello Cotugno, con luci di Giuseppe Filipponio, scene di Alessandro Chiti e costumi di Adele Bargilli.
La commedia che precede il mito televisivo
Pochi sanno che la storia del Tenente Colombo non nasce in televisione, ma a teatro. “Analysis of a Murder”, scritta da Richard Levinson e William Link, vide la luce nel 1966, ben prima della celebre serie TV. Portata a Broadway con Joseph Cotten e Thomas Mitchell nel ruolo del tenente, la commedia introdusse un elemento rivoluzionario: il pubblico assisteva al delitto fin dall’inizio, osservando l’assassino mentre preparava il suo “omicidio perfetto”.
Un capovolgimento totale rispetto ai classici gialli alla Agatha Christie, dove l’identità dell’assassino viene rivelata solo alla fine.
Questo approccio innovativo ispirò, due anni dopo, la puntata pilota che avrebbe dato il via alla serie televisiva. Nel 1968 la storia approdò sul piccolo schermo con il titolo “Prescrizione: assassinio”, con Peter Falk nel ruolo del Tenente e Gene Barry nei panni dello psichiatra omicida. Il successo fu immediato e Colombo divenne un’icona mondiale.
Un personaggio unico, tra ironia e intuizione
In questa pièce – “Prescription: Murder” nel titolo originale – sono già presenti tutti i tratti distintivi che renderanno Colombo indimenticabile. Il personaggio, ispirato al detective Porfirij Petrovic di Delitto e castigo di Dostoevskij, appare trasandato, cortese, quasi dimesso. Ma dietro la sua aria svagata si nasconde un osservatore acuto, dotato di grande ironia e di un infallibile intuito psicologico.
La trama: un delitto perfetto… quasi
La storia si apre con il delitto stesso: il dottor Fleming, brillante psichiatra newyorchese, è intrappolato in un matrimonio che non sopporta più. Con l’aiuto della giovane amante Susan, attrice di soap opera, architetta un piano impeccabile per eliminare la moglie, sposata solo per interesse.
Tutto sembra funzionare senza intoppi – almeno finché sulla scena non compare lui, il modesto e ostinato tenente Colombo. Dal secondo tempo in poi, il giallo non ruota attorno al “chi è l’assassino”, ma al “come incastrarlo”. Con il suo metodo fatto di dettagli apparentemente insignificanti – un paio di lacci, un po’ di caviale, l’aria condizionata – Colombo scardina pezzo dopo pezzo il raffinato alibi dello psichiatra, fino a condurlo all’inevitabile resa.
Uno spettacolo che celebra le origini di un personaggio leggendario, riportando sul palco il fascino del giallo psicologico e l’astuzia di un investigatore che, con gentilezza e finta ingenuità, riesce sempre a ottenere la verità.
Roberto Puntato