Con la regia di Serena Sinigaglia, uno spettacolo sulla sessualizzazione precoce e le contraddizioni del nostro tempo
Dal 9 all’11 febbraio, al Teatro Vascello, arriva in scena Il Sen(n)o), uno spettacolo che non cerca risposte comode ma costringe lo spettatore a stare dentro una domanda scomoda, urgente, inevitabile: quando un corpo diventa un problema? E per chi?
Scritto da Monica Dolan (titolo originale The Beasts*), tradotto e adattato da Monica Capuani e diretto da Serena Sinigaglia, il testo debutta per la prima volta in Italia dopo il grande successo inglese. A interpretarlo è Lucia Mascino, sola in scena in un monologo che ha la precisione di un bisturi e la forza di un pugno allo stomaco.
La protagonista è una psicoterapeuta chiamata a valutare un gesto mai avvenuto, ma già capace di generare una reazione a catena incontrollabile. Una madre ha preso una decisione che riguarda il corpo della figlia, e da quel momento tutto precipita: giudizi morali, paure collettive, contraddizioni culturali emergono con violenza. Il racconto si muove su un terreno scivoloso, dove il confine tra protezione e controllo, libertà e censura, cura e ossessione diventa sempre più fragile.
Il Sen(n)o) è uno spettacolo volutamente provocatorio. Non alza la voce, ma insiste. Non semplifica, ma complica. Interroga il modo in cui la nostra società guarda al corpo femminile, soprattutto quando è giovane, e mette a fuoco l’impatto devastante che la sessualizzazione precoce e l’esposizione alla pornografia online hanno avuto sull’immaginario collettivo. In un’epoca dominata da modelli di marketing e immagini iper-prodotte, il corpo smette di essere neutro: diventa messaggio, rischio, scandalo.
La regia di Serena Sinigaglia accompagna il testo senza addomesticarlo, lasciando spazio alle sue ambiguità e alle sue fratture. La scena, essenziale ma carica di tensione, è sostenuta dal lavoro su luci e suoni di Roberta Faiolo, dalle scene di Maria Spazzi e dai costumi di Stefania Cempini, in un equilibrio preciso che valorizza la parola e la presenza scenica dell’attrice.
Lucia Mascino attraversa il testo con intelligenza e coraggio, restituendo tutte le sfumature di un personaggio che non chiede di essere amato né assolto. Attrice capace di muoversi con naturalezza tra teatro, cinema e televisione, Mascino conferma qui una maturità artistica rara, mettendo al servizio dello spettacolo una recitazione intensa, mai compiaciuta, sempre lucida.
Come racconta lei stessa, il desiderio di portare questo testo in scena nasce dall’urgenza di affrontare una realtà in cui l’identità, soprattutto quella dei più giovani, è continuamente manipolata e deformata. Un’urgenza condivisa dalla regista, che vede nel teatro uno spazio necessario per guardare in faccia le contraddizioni del presente senza filtri né retorica.
Il Sen(n)o) non concede tregua. È uno spettacolo che divide, disturba, fa discutere. E proprio per questo è profondamente teatrale: perché non offre soluzioni, ma chiede al pubblico di assumersi la responsabilità dello sguardo.
Roberto Puntato