Al cinema dal 28 maggio con 01 Distribution
Le commedie romantiche funzionano un po’ come certe canzoni che conosciamo a memoria: sappiamo già dove andranno a parare, eppure continuiamo ad ascoltarle volentieri. Innamorarsi e altre pessime idee di Simone Aleandri parte proprio da questa consapevolezza e sceglie di abbracciare senza timidezza i meccanismi più tradizionali del genere, costruendo una storia fatta di incontri sbagliati, vendette sentimentali e inevitabili scintille.
Il film segue Lino Attanasio, avvocato brillante convinto di avere una vita perfetta fino al momento in cui la moglie lo lascia per un celebre chef televisivo. Ferito nell’orgoglio e incapace di accettare la separazione, Lino elabora un piano improbabile: convincere Sofia, insegnante di lingue alle prese con una causa per stalking intentata dal suo ex, a sedurre il nuovo compagno della moglie. Naturalmente il progetto prende presto una piega diversa, trasformandosi nell’ennesima dimostrazione cinematografica del fatto che gli opposti, prima o poi, finiscono sempre per attrarsi.
La trama non nasconde mai la propria natura prevedibile, ma il film trova il modo di rendere piacevole il viaggio grazie soprattutto all’alchimia tra Lino Guanciale e Andrea Delogu. È proprio nei loro scambi più spontanei che la commedia trova energia e autenticità. Guanciale sorprende con un’ironia più sciolta e cinematografica rispetto a molti suoi ruoli recenti, costruendo un protagonista impacciato ma umano, mentre Delogu dona a Sofia una leggerezza disordinata che funziona soprattutto nei momenti meno costruiti.
Le scene condivise dalla coppia riescono spesso a dare al film quel senso di comfort movie che molte rom com cercano disperatamente di raggiungere. Sequenze come quella sulle note di Se bruciasse la città riescono infatti a creare una parentesi genuinamente divertente e romantica, lasciando emergere una naturalezza che rende credibile il progressivo avvicinamento dei personaggi.
Simone Aleandri dirige il tutto senza particolari rivoluzioni stilistiche, scegliendo piuttosto di muoversi dentro coordinate molto riconoscibili: ritmo leggero, musica sempre presente, colori caldi e dinamiche sentimentali costruite per accompagnare lo spettatore verso un finale annunciato ma rassicurante. E forse è proprio questa la chiave del film: non reinventare il genere, ma riproporlo con toni morbidi e accessibili.
Non tutte le sottotrame funzionano con la stessa efficacia. Il rapporto parallelo tra Tommy e Matilde, interpretati da Claudio Colica e Ilenia Pastorelli, appare meno incisivo rispetto alla storia principale e fatica a trovare uno spazio davvero necessario all’interno del racconto. Tuttavia il film riesce comunque a mantenere un equilibrio leggero, senza appesantirsi troppo in inutili complicazioni narrative.
La sorpresa più interessante arriva nel finale, quando Innamorarsi e altre pessime idee prova ad allargare il discorso oltre la semplice storia d’amore, suggerendo un’idea di relazioni e famiglia più contemporanea, meno rigida e più emotivamente sincera. È qui che il film mostra la sua parte migliore: quando smette di inseguire i cliché della rom com classica e lascia emergere qualcosa di più umano.
Senza pretendere di reinventare il cinema sentimentale, il film di Aleandri riesce comunque a ritagliarsi il suo spazio grazie a una coppia protagonista credibile, a un tono leggero ben calibrato e a quella confortante sensazione da commedia romantica “di una volta” che, ogni tanto, è ancora piacevole ritrovare.
Federica Rizzo