Da un poemetto di Ghiannis Ritsos, in scena dal 18 al 21 dicembre 2025
Elena Arvigo torna al Teatro Torlonia, dal 18 al 21 dicembre, con Ismene, un poemetto di Ghiannis Ritsos tradotto da Nicola Crocetti. Lo spettacolo, parte della Trilogia delle Stanze, esplora le figure femminili della raccolta Quarta Dimensione del poeta greco, uno dei grandi del Novecento. Dopo Elena e prima di Crisotemi, Ismene rappresenta la forza silenziosa, la custode della casa, dei morti e della memoria.
In scena, Arvigo si muove in un monologo intimista, che porta la tragedia dentro lo spazio domestico. La voce di Ismene non celebra l’eroismo spettacolare: parla della fragilità, dell’ordinario e dell’imperfezione, trasformando il quotidiano in un atto di resistenza. Ogni gesto — piegare un panno, guardare il cortile, osservare un filo di luce — diventa risonanza emotiva e piccola epifania.
Ismene dialoga con la storia e con i miti classici: la vicenda sofoclea di Antigone e Creonte si rovescia in una prospettiva inedita, dove il coraggio non è gesto eroico, ma capacità di resistere e ricordare. Qui il mito diventa esperienza comune, il vissuto di chi attraversa le rotture improvvise della vita senza grandi azioni, ma con attenzione e cura quotidiana.
La scena, progettata da Arvigo con Maria Alessandra Giuri e le luci di Pietro Sperduti, non riproduce un luogo storico: è una stanza interiore, tra passato e presente, dove il mito si fa biografia e la memoria diventa politica. La produzione è di SantaRita & Jack Teatro, con la collaborazione di Eleonora Bossi.
Ismene invita il pubblico a riflettere sull’eroismo invisibile e sulla resistenza silenziosa, ricordandoci che la grandezza può trovarsi anche nella cura del quotidiano.
Alberto Leali