Un racconto potente che scava nelle fragilità giovanili partendo da una tragedia reale. Inizio riprese a Roma
Roma torna a farsi set e coscienza narrativa con La città dei vivi, il nuovo film diretto da Edoardo Gabbriellini, attualmente in lavorazione nella capitale. Un progetto ambizioso e delicato che affonda le radici in una delle vicende più sconvolgenti della cronaca italiana recente, trasformandola in un’indagine profonda sull’animo umano e sulle crepe di un’intera generazione.
Nel cast spiccano Valerio Mastandrea accanto al giovane protagonista Emanuele Maria Di Stefano, affiancato da Gaia Merlonghi, Simona Senzacqua e Roberta Mattei. La sceneggiatura porta la firma dei fratelli Damiano e Fabio D’Innocenzo, che partecipano anche come executive producers, garanzia di uno sguardo autoriale incisivo e contemporaneo.
Il film è liberamente tratto dall’omonimo romanzo Premio Strega di Nicola Lagioia e prende ispirazione dalla tragica morte di Luca Varani, il ventitreenne ucciso a Roma nel marzo del 2016. Ma l’obiettivo del racconto va oltre la ricostruzione dei fatti: La città dei vivi sceglie di spostare il fuoco dalle conseguenze alle origini, interrogandosi su ciò che può spingere due giovani verso un gesto estremo e incomprensibile.
Al centro della storia c’è Luca, un ragazzo di ventitré anni con una vita apparentemente normale: una famiglia che lo ama, una relazione importante, amicizie che si muovono tra periferia e centro. Una quotidianità fragile ma autentica, destinata a spezzarsi improvvisamente in una notte di violenza cieca. È proprio in questo scarto improvviso che il film trova la sua tensione narrativa, scegliendo di raccontare non solo cosa accade, ma perché accade.
“Questo film tenta di osservare con tenerezza un ragazzo non ancora uomo”, racconta Gabbriellini, “attraverso le crepe e le derive delle sue fragilità e dei suoi sogni fuori fuoco”. Un approccio che promette di restituire umanità e complessità, evitando facili giudizi e cercando invece una comprensione più profonda.
Anche Nicola Lagioia sottolinea la delicatezza del progetto, definendolo capace di rivelare molto del tempo difficile in cui viviamo. Una storia che non riguarda solo un fatto di cronaca, ma diventa lente attraverso cui osservare il presente.
Le riprese, in corso per sei settimane nella capitale, sono sostenute da una produzione solida che coinvolge Eagle Pictures, Cinemaundici e Lungta Film, con la partecipazione di HBO Max. Non solo cinema, ma anche impegno sociale: l’uscita del film, prevista per l’autunno 2026, sarà accompagnata da incontri e proiezioni nelle scuole e nelle università, con l’obiettivo di stimolare riflessione e dialogo.
La città dei vivi si preannuncia così come un’opera necessaria: un film che non si limita a raccontare, ma prova a comprendere. E forse, anche, a mettere in discussione.
Giancarlo Giove