Il teatro si fa feroce, surreale e irresistibilmente scorretto: dal 5 al 7 giugno un viaggio grottesco tra alienazione, desiderio e umanità alla deriva
C’è un luogo in cui il politically correct implode, il grottesco diventa poesia urbana e i personaggi sembrano usciti da un fumetto impazzito. Quel luogo è La figlia di Kioto Zhang, la black comedy scritta e diretta da Massimo Odierna, che torna in scena dal 5 al 7 giugno alle ore 20:30 nello spazio indipendente Recherche di Roma, ambiente perfetto per accogliere un’opera teatrale fuori dagli schemi e dichiaratamente “severamente scorretta”.
Più che uno spettacolo, un esperimento emotivo e visivo. Una discesa ironica e feroce dentro le contraddizioni del presente. Odierna costruisce un universo deformato, sospeso in un tempo indefinito, dove l’assurdo si intreccia con il disagio contemporaneo e i protagonisti sembrano sopravvivere ai margini di una metropoli decadente e riconoscibilissima.
Al centro della storia c’è Thomas, uomo disilluso e autodistruttivo, che trascina le sue giornate tra alcol, incontri occasionali e un’esistenza senza direzione. La sua routine viene sconvolta dall’arrivo di Libero, ex compagno scout ossessionato dalla scomparsa di Noa, sedicenne misteriosa e figlia del temibile Kioto Zhang, capo delle guardie del Palazzo Imperiale. Da qui prende vita una ricerca surreale che coinvolge anche Amèlie, ex fidanzata di Thomas e idealista compulsiva, convinta di poter salvare il mondo attraverso la gentilezza.
Ma La figlia di Kioto Zhang non segue traiettorie narrative convenzionali. La pièce si nutre di deviazioni, personaggi disturbanti e situazioni al limite del paradosso: madri devote, padri inquietanti, maghe intrattabili, sedicenti maestri spirituali e una galleria di figure tragicomiche che abitano un microcosmo cinico, delirante e incredibilmente umano.
La forza dello spettacolo risiede anche nella sua essenzialità scenica. Lo spazio viene svuotato di tutto, lasciando agli attori il compito di creare mondi, tensioni e visioni attraverso la sola potenza della performance. Una scelta radicale che trasforma ogni replica in un’esperienza immersiva e ravvicinata, dove il pubblico viene trascinato dentro la follia dei personaggi senza possibilità di fuga.
Sul palco: Irene Ciani, Enoch Marrella, Francesco Petruzzelli, Maria Giulia Scarcella, Giovanni Serratore e Sofia Taglioni, interpreti chiamati a sostenere una macchina teatrale che vive di ritmo, eccesso e continua trasformazione.
Non sorprende che lo spettacolo abbia ottenuto la Menzione Speciale della giuria per l’idea originale al Festival inDivenire 2023 – Spazio Diamante di Roma. Perché La figlia di Kioto Zhang è teatro che osa: corrosivo, irriverente, visionario. Un lavoro che ride del caos contemporaneo mentre lo mette impietosamente a nudo.
Dal 5 al 7 giugno, Recherche diventa così il rifugio perfetto per chi cerca un teatro capace di disturbare, divertire e lasciare addosso una sottile inquietudine. E forse è proprio questa la sua forza più autentica
Alberto Leali