Un viaggio tra illusioni di eterna giovinezza e nevrosi moderne, nella nuova regia di Valerio Santoro
Arriva al Teatro Quirino, dal 10 al 15 febbraio, La rigenerazione di Italo Svevo, uno dei testi più corrosivi e attuali della drammaturgia novecentesca, portato in scena con intensità e misura da Nello Mascia, protagonista di uno spettacolo che intreccia comicità, malinconia e lucida critica sociale. La produzione, firmata dal Teatro Biondo di Palermo e dal Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia, restituisce tutta la modernità dello sguardo sveviano sull’uomo e sulle sue fragilità.
Al centro della vicenda c’è un uomo ormai avanti con gli anni che, incapace di accettare il declino fisico e il peso del tempo, decide di affidarsi a una presunta operazione “miracolosa” capace di riportarlo indietro, di restituirgli una giovinezza perduta. Un’illusione che diventa il motore narrativo di una commedia crudele, dove il sorriso si intreccia continuamente al disagio e alla disillusione.
Svevo, osservatore acuto delle inquietudini dell’uomo moderno e profondamente influenzato dal clima culturale segnato dalla nascita della psicoanalisi, costruisce anche in questo testo un “eroe” fragile, inadatto, incapace di governare la propria esistenza. Un personaggio che trova in Nello Mascia un interprete capace di restituirne tutte le contraddizioni, oscillando tra ironia e umanissima vulnerabilità.
La regia di Valerio Santoro sceglie un tono leggero solo in apparenza: sotto la superficie brillante si nasconde una feroce riflessione sull’incapacità dell’uomo di accettare il tempo che passa. Il ritmo è vivace, l’impianto narrativo fluido, ma il bersaglio è chiaro: smascherare le false promesse di eternità e le maschere sociali che rendono insostenibile il rapporto tra vecchiaia e giovinezza.
Le scene di Luigi Ferrigno accompagnano questo percorso con un allestimento dinamico, capace di muoversi tra la dimensione borghese e concreta dei personaggi e una zona più sospesa, quasi onirica, dove il protagonista viene simbolicamente confinato. I costumi di Dora Argento, le musiche di Paolo Coletta e il disegno luci di Cesare Accetta contribuiscono a costruire un universo scenico coerente, ironico e al tempo stesso inquietante.
Accanto a Mascia, un cast affiatato – Roberta Caronia, Matilde Piana, Alice Fazzi, Nicolò Prestigiacomo, Massimo De Matteo, Mauro Parrinello, Roberto Burgio e Roberto Mantovani – dà corpo a una galleria di personaggi che riflettono, ognuno a suo modo, le nevrosi e le ipocrisie della società.
La rigenerazione si conferma così uno spettacolo capace di parlare con sorprendente attualità al pubblico di oggi, invitandolo a guardare senza sconti le illusioni che coltiviamo per paura di invecchiare e, più in profondità, per timore di accettare noi stessi. Un teatro intelligente, ironico e profondamente umano.
Roberto Puntato