Da oggi il duetto con Julien Lieb, dal 6 febbraio l’album Io Canto 2 e da marzo al via l’undicesimo tour mondiale
Il 2026 di Laura Pausini si apre nel segno della musica e delle collaborazioni internazionali. Da oggi, venerdì 16 gennaio, è disponibile su tutte le piattaforme digitali “La Dernière Chanson (Due Vite)”, nuova interpretazione in francese del celebre brano di Marco Mengoni, realizzata in duetto con Julien Lieb e accompagnata da un videoclip diretto da Gaetano Morbioli.
Il singolo anticipa l’uscita di “Io Canto 2”, attesa per il 6 febbraio 2026 per Warner Records / Warner Music Italy. Il progetto rappresenta il ritorno di Laura a uno dei concept più amati della sua carriera: un album di reinterpretazioni che diventa questa volta un vero viaggio nella storia della musica italiana e nelle sue connessioni internazionali. Il disco è già disponibile in preorder in diversi formati fisici, dalle edizioni deluxe ai vinili colorati e autografati.
Al fianco di Laura in questo nuovo brano c’è Julien Lieb, giovane artista francese emerso dalla Star Academy 2023 e consacrato come Artista Rivelazione dell’Anno 2025 agli NRJ Music Awards. Una voce nuova e intensa, che Lieb stesso definisce fondamentale nel suo percorso: reinterpretare Due Vite insieme a Pausini è per lui un momento simbolico e di grande valore artistico. Il duetto sarà presentato per la prima volta dal vivo sabato 17 gennaio, proprio sul palco di Star Academy a Parigi.
Laura Pausini ha raccontato di aver sentito fin dal debutto sanremese di Due Vite la forza di una canzone destinata a durare nel tempo. L’incontro con la versione francese del brano ha acceso l’idea di unire due lingue, due sensibilità e due percorsi artistici diversi, rendendo omaggio a Marco Mengoni, autore che l’artista stima profondamente. Un gioco di specchi che richiama il senso stesso del titolo: due voci, due storie, due vite.
All’interno di Io Canto 2, questo featuring è solo uno dei tasselli di una tracklist ampia e variegata. L’album attraversa oltre sessant’anni di musica, dal 1960 al 2023, alternando grandi classici a riletture più contemporanee. Il filo conduttore è l’omaggio ai cantautori e agli interpreti che hanno segnato la storia della canzone italiana, con aperture verso brani internazionali legati all’Italia per lingua, radici o influenze culturali. Dal portoghese di La mia storia tra le dita reinterpretato da Ana Carolina, ai Tribalistas e Marisa Monte, fino alle versioni multilingue de Il cielo in una stanza e al tributo a Madonna con La isla bonita. Tra i momenti più intensi, anche Felicità, in cui la voce di Laura dialoga con quella di Lucio Dalla.
Il nuovo album segna solo l’inizio di un anno straordinario. Dopo l’uscita del disco, Laura Pausini tornerà sul palco che ha dato il via alla sua carriera: sarà infatti co-conduttrice della 76ª edizione del Festival di Sanremo, accanto a Carlo Conti, per tutte e cinque le serate.
Ma il 2026 sarà soprattutto l’anno del ritorno dal vivo. Da marzo prenderà il via IO CANTO / YO CANTO WORLD TOUR 2026/2027, l’undicesima tournée mondiale dell’artista. Per la prima volta, il tour partirà dall’estero, con debutto in Spagna a Pamplona e tappe tra Europa, America Latina, Stati Uniti e Canada. Dopo l’autunno europeo e italiano, il viaggio proseguirà in Brasile nel 2027, per poi culminare con grandi show negli stadi e una lunga reprise invernale.
Il calendario, già ricchissimo, continua ad ampliarsi: nuove date italiane ed europee, il ritorno negli stadi di Lignano Sabbiadoro e Pescara, e un appuntamento simbolico come quello alla Royal Albert Hall di Londra nel 2027. Una maratona dal vivo che conferma la dimensione internazionale di un’artista che da oltre trent’anni porta la musica italiana nel mondo.
A completare il progetto, il 13 marzo 2026 uscirà anche YO CANTO 2, la versione spagnola dell’album, pensata come un tributo ai grandi autori latini e ai Paesi che hanno reso Laura Pausini un’icona globale.
Con nuove canzoni, un album celebrativo e un tour monumentale, Laura Pausini si prepara a vivere uno dei capitoli più intensi e significativi della sua carriera.
Francesca Chiara Sinno