Lo spettacolo vincitore del Premio Attilio Corsini 2025 arriva in scena con una storia poetica e feroce: due anime fragili, un’estate che ritorna e il coraggio di imparare a vivere
C’è un momento preciso in cui l’infanzia smette di essere un’età e diventa un luogo dell’anima. È lì che nasce Le nostre folli capriole nel sole, lo spettacolo vincitore della sedicesima edizione di “Salviamo i Talenti – Premio Attilio Corsini 2025”, scritto da Iulia Bonagura e diretto da Emanuele Baroni, in scena dal 19 al 24 maggio 2026.
Una storia delicata e ruvida insieme, che affonda nelle paure più profonde per parlare, con straordinaria leggerezza, di amore, diversità e sopravvivenza emotiva.
Tutto comincia su una spiaggia del litorale laziale, l’ultimo giorno d’estate. Martina ha dieci anni, i capelli ancora bagnati dal mare e negli occhi una rabbia troppo grande per una bambina. Valentino porta uno zainetto, evita lo sguardo degli altri e osserva il mondo come se fosse sempre sul punto di decifrarlo. Davanti al corpo trasparente di una medusa morta, i due si incontrano per la prima volta e, senza saperlo, riconoscono immediatamente qualcosa di raro: una solitudine identica alla propria.
Da quel giorno, estate dopo estate, Martina e Valentino si ritrovano a Cincinnato, piccola frazione di Anzio sospesa fuori dal tempo, rifugio fragile delle loro inquietudini. Lei cresce dentro una casa segnata dalla violenza e dall’assenza d’amore di un padre incapace di proteggerla. Lui arriva dalla città, accompagnato da una madre iperprotettiva che tenta di salvarlo da ogni pericolo, finendo però per imprigionarlo nelle sue paure. Valentino ama il mare in modo assoluto, ma non è mai riuscito a entrarci davvero: il ricordo del padre annegato lo trattiene sulla riva come una catena invisibile. Eppure, proprio lì dove tutto sembra spezzarsi, nasce qualcosa di luminoso.
Lo spettacolo segue i due protagonisti nel passaggio dall’infanzia all’età adulta, costruendo un racconto emotivo fatto di dialoghi disarmanti, silenzi pieni di significato e sogni ostinati. Martina desidera volare, allontanarsi dalle strade strette della sua vita per cercare altrove un cielo possibile. Valentino, invece, prova a trovare il coraggio di attraversare l’acqua e affrontare il mondo fuori dalla sua fragile comfort zone. A unirli è prima la capacità di capirsi senza spiegarsi, poi un sentimento più grande, più difficile, inevitabile: l’amore.
Con una scrittura intensa e cinematografica, Iulia Bonagura costruisce una narrazione che alterna tenerezza e ferocia, mantenendo sempre uno sguardo autentico sui personaggi. La regia di Emanuele Baroni accompagna questo viaggio emotivo con sensibilità, lasciando spazio alla fragilità dei corpi e alla forza delle parole non dette. In scena, gli stessi Bonagura e Baroni danno vita a due personaggi profondamente umani, mentre la voce off di Filippo Gili aggiunge al racconto una dimensione sospesa e poetica.
Le nostre folli capriole nel sole non è soltanto una storia di formazione. È una riflessione potente su ciò che resta di noi quando l’infanzia finisce, sul bisogno disperato di essere visti e amati, e sulla possibilità di salvarsi grazie all’incontro con qualcuno capace di riconoscere le nostre ferite.
Uno spettacolo che parla di dolore senza mai perdere la luce. E che ricorda come, a volte, il vero coraggio non sia smettere di avere paura, ma trovare finalmente qualcuno con cui attraversarla.
Roberto Puntato