In scena dal 14 al 18 gennaio 2026 con Giorgio Colangeli, Manuela Mandracchia e Federica Ombrato
Dal 14 al 18 gennaio 2026 la Sala Umberto di Roma ospita Le Volpi, spettacolo firmato da Lucia Franchi e Luca Ricci e prodotto dalla compagnia CapoTrave, che dopo un lungo e fortunato percorso nei teatri italiani approda finalmente nella Capitale. Il testo, selezionato nella terna dei finalisti ai Premi Ubu 2024 per la categoria Miglior nuovo testo italiano / scrittura drammaturgica (poi classificatosi al secondo posto), ha già collezionato circa 90 repliche in tutta Italia, conquistando pubblico e critica.
In scena tre interpreti di grande rilievo: Giorgio Colangeli, volto amatissimo del cinema italiano e recentemente apprezzato nel film C’è ancora domani di Paola Cortellesi; Manuela Mandracchia, attrice pluripremiata e protagonista di una lunga carriera teatrale e cinematografica al fianco di registi come Luca Ronconi e Massimo Castri; e Federica Ombrato, talento della nuova generazione, già diretta anche da Marco Bellocchio.
La regia e la scena portano la firma di Luca Ricci, con i costumi di Marina Schindler, il suono curato da Michele Boreggi e Lorenzo Danesin e le luci di Stefan Schweitzer.
«Le Volpi è stato uno spettacolo particolarmente fortunato – raccontano Ricci e Franchi – accolto con grande calore in sedici regioni italiane. Siamo felici che la Sala Umberto ci abbia offerto una tenitura di cinque giorni: finalmente potremo incontrare il pubblico romano. Raccontiamo un tema drammaticamente attuale come la corruzione, ma scegliendo un linguaggio leggero, spesso ironico, che con il procedere della storia lascia emergere un retrogusto amaro, nel solco della migliore commedia all’italiana degli anni Sessanta e Settanta».
La vicenda si svolge in un anonimo centro della provincia italiana, vera protagonista silenziosa dello spettacolo. È un pomeriggio d’estate, una domenica di agosto, e attorno a un tavolo da pranzo – tra il caffè e un vassoio di biscotti vegani – si incontrano due piccoli esponenti della politica locale e la figlia di uno di loro. L’aria è già quella delle vacanze imminenti, ma prima di partire restano alcune questioni da sistemare.
Tra discorsi apparentemente innocui, emergono interessi, ambizioni, accordi non detti, favori da distribuire e incarichi da assegnare. Tutto avviene con naturalezza, come se fosse parte dell’ordine delle cose.
In questo microcosmo provinciale, Franchi e Ricci osservano con lucidità le dinamiche del potere, mostrando come la corruzione non si presenti sempre in forme eclatanti, ma spesso nasca da piccole concessioni a se stessi, da quelle “eccezioni impercettibili” che finiscono per diventare regola. È un meccanismo di autoassoluzione che scivola avanti senza scosse, fino a rivelare la sua portata morale.
Come ricorda una celebre riflessione di Leonardo Sciascia, citata nello spirito dello spettacolo, sono spesso i piccoli vantaggi a far scomparire i piccoli principi, così come i grandi guadagni cancellano quelli più grandi.
Con Le Volpi, Compagnia CapoTrave firma una commedia lucida e tagliente, capace di far sorridere e inquietare allo stesso tempo, restituendo al teatro il compito di interrogare il presente attraverso storie solo in apparenza quotidiane. Un appuntamento atteso, che segna l’arrivo a Roma di uno dei testi più significativi della recente drammaturgia italiana.
Alberto Leali