Un recital di rara intensità tra Čajkovskij, Wagner, Rachmaninov e Strauss nella stagione dell’Accademia Filarmonica Romana
Ieri sera, al Teatro Argentina, Lidia Fridman ha regalato al pubblico romano un recital memorabile, inserito nella rassegna “La musica da camera dal barocco al contemporaneo” dell’Accademia Filarmonica Romana. Accompagnata dalla raffinata Liubov Gromoglasova al pianoforte, il celebre soprano russo ha attraversato le più intime e profonde pagine della liederistica russa e tedesca, da Čajkovskij e Rachmaninov fino a Wagner e Richard Strauss, costruendo un percorso emotivo che il pubblico ha percepito come un vero e proprio viaggio dentro di sé.

Fridman ha dimostrato una padronanza tecnica impressionante, con un’estensione vocale e un’agilità che le permettono di affrontare i momenti più drammatici e intensi del programma senza mai perdere delicatezza o colore. La sua voce, scura e penetrante, ha reso palpabile ogni sfumatura di passione, dolore e contemplazione dei testi, trasportando gli spettatori attraverso le atmosfere malinconiche delle romanze russe e la poesia dei Vier-letzte Lieder di Strauss, fino ai sospiri e all’ardore dei Wesendonck Lieder di Wagner.
Gromoglasova, perfetta complice di questa intensa narrazione musicale, ha sottolineato con sensibilità ogni dettaglio delle composizioni per pianoforte, creando dialoghi intensi e coinvolgenti con la voce del soprano. La Barcarola di Čajkovskij e i brani tratti dagli Stimmungsbilder op. 9 hanno aperto e chiuso momenti di rara intimità, mentre l’interpretazione dei Lieder tedeschi ha confermato la profondità emotiva e la maturità artistica della coppia.

Il pubblico ha accolto con entusiasmo ogni pagina, lasciandosi trasportare in un percorso che non era solo musicale, ma anche esistenziale, come lo stesso soprano aveva descritto: un cammino dalla notte all’ultimo tramonto, dove la malinconia diventa contemplazione e la musica diventa riflessione sull’animo umano.
Lidia Fridman, fresca del successo nel “Macbeth” di Verdi al Teatro Regio sotto la direzione di Riccardo Muti, conferma ancora una volta la sua posizione di rilievo nel panorama lirico internazionale, capace di fondere virtuosismo tecnico e profonda interpretazione emotiva, offrendo al pubblico esperienze memorabili e intense.
Roberto Puntato