Alla 38ª edizione dei premi europei del cinema, Sentimental Value di Joachim Trier domina il palmarès, ma è il riconoscimento a La vita da grandi a segnare una vittoria simbolica per il cinema italiano. Premio anche per Alice Rohrwacher
La 38ª edizione degli European Film Awards si è chiusa con un verdetto netto sul fronte internazionale, ma anche con un risultato particolarmente significativo per l’Italia. Se da un lato Sentimental Value di Joachim Trier ha imposto la propria supremazia con una pioggia di premi, dall’altro a emergere con forza è stata Greta Scarano, premiata con l’European Young Audience Award per La vita da grandi, un riconoscimento che guarda al futuro del cinema europeo e al dialogo con le nuove generazioni.
Il film di Scarano ha saputo intercettare la sensibilità del pubblico più giovane grazie a uno sguardo autentico e contemporaneo, capace di raccontare la crescita e le relazioni senza retorica. Un premio che va oltre il singolo titolo e che conferma la vitalità del nuovo cinema italiano, sempre più presente e ascoltato nei contesti internazionali.
A dominare la serata è stato comunque Joachim Trier, il cui Sentimental Value si è affermato come il film dell’anno agli EFA, conquistando sei statuette tra cui miglior film, miglior regia, miglior sceneggiatura (firmata insieme a Eskil Vogt) e migliore colonna sonora, oltre ai premi per le interpretazioni di Stellan Skarsgård e Renate Reinsve, incoronati miglior attore e miglior attrice europei.
Importante anche il risultato di Sirat di Oliver Laxe, che ha portato a casa quattro riconoscimenti, confermando l’attenzione dell’Academy verso un cinema radicale e di forte impatto visivo e narrativo.
Tra gli altri premi assegnati, spicca anche il nome di Alice Rohrwacher, ancora una volta celebrata per il suo contributo al cinema europeo. La regista italiana continua a essere una delle voci più riconoscibili e apprezzate del panorama internazionale, simbolo di un cinema poetico e profondamente umano.
La cerimonia, ospitata al Futurium di Berlino, si è aperta con un momento di forte intensità politica: l’intervento a sorpresa di Jafar Panahi ha ricordato al pubblico il ruolo del cinema come strumento di testimonianza e resistenza, sottolineando come la libertà artistica sia inseparabile dalla libertà civile.
In un’edizione segnata da grandi film e prese di posizione forti, la vittoria di Greta Scarano assume un valore speciale: quello di un’Italia che, tra nuove voci e autori già affermati, continua a lasciare il segno nel cinema europeo.
Giancarlo Giove