Al Teatro Brancaccio, il 5 e 6 dicembre 2025, una rilettura contemporanea del capolavoro di Čajkovskij firmata da Alessia Gatta e Manuel Paruccini, con ospiti internazionali e un cast di 23 danzatori italiani
Un classico immortale trova una nuova vita nella capitale. Lo Schiaccianoci, balletto simbolo delle festività natalizie, arriva al Teatro Brancaccio in una versione inedita e fortemente visionaria, plasmata dalla poetica coreografica di Alessia Gatta, in collaborazione con Manuel Paruccini. Un progetto che intreccia la forza del linguaggio contemporaneo con l’eleganza del repertorio neoclassico, mantenendo intatto il fascino della grande tradizione.
La Roma che accoglie questo Schiaccianoci si fa specchio del suo spirito: una città sospesa tra memoria e futuro, tra radici profonde e slancio verso l’ignoto. Così, sul palcoscenico, le atmosfere senza tempo di Tchaikovsky si trasformano in un’esperienza visiva potente, capace di parlare a un pubblico vasto e intergenerazionale.
Un racconto rinnovato: lo Schiaccianoci diventa un aviatore
Nella rilettura firmata Gatta–Paruccini, lo Schiaccianoci assume un’identità nuova: è un aviatore, simbolo di libertà e desiderio di volo. Una figura che guida Clara in un viaggio immaginifico, quasi un itinerario emotivo attraverso il mondo. Accanto a lui, il personaggio di Drosselmeyer si arricchisce di significato: non più soltanto il demiurgo dell’incanto, ma l’essenza della casa, delle radici e del ritorno.
La storia prende avvio la notte di Natale, quando Clara e la sua famiglia entrano in un luna park abbandonato. Per magia, quel luogo sospeso riacquista vita: luci, suoni e attrazioni tornano a brillare, aprendo un varco verso un mondo onirico in cui meraviglia e disincanto si sfiorano. Il viaggio di Clara diventa così metafora del tempo, della nostalgia e di quella capacità tutta umana di ritrovare la luce nei ricordi.
Una danza per tutti: leggerezza, emozione e grande impatto visivo
Questa versione vuole dialogare con il pubblico in maniera immediata, offrendo una chiave contemporanea capace di valorizzare il balletto senza snaturarlo. Il passo a due finale, infatti, rimane fedele alla coreografia classica, come un ponte tra la memoria e una nuova visione artistica.
Sul palco si muove un ensemble di 23 danzatori provenienti da tutta Italia, insieme ai talenti selezionati del W.O.M. International Dance Training. A impreziosire ulteriormente la produzione, due coppie di ospiti internazionali di eccezione:
- 5 dicembre: i Primi Ballerini della Compañía Nacional de Danza di Madrid, Thomas Giugovaz e Ana Maria Calderon
- 6 dicembre: i Primi Solisti del Bayerisches Staatsballett, Matteo Dilaghi e Maria Chiara Bono
Tre di loro sono artisti italiani che, dopo aver costruito brillanti carriere all’estero, tornano a danzare in patria proprio con questo progetto: una scelta simbolica che celebra l’incontro tra culture e la forza del ritorno.
Cast e squadra creativa
Protagonisti:
Maria Pia Bruscia (Clara), Samuele Bazzano (Lo Schiaccianoci), Vanessa Guidolin (La madre), Daniele Toti (Il padre), Lorenzo Caldarozzi (Drosselmeyer), Alessio Saccheri (Re dei Topi).
Completano il cast: Giovanni Bellucci, Francesco Petta, Mattia Romano, Francesco Colella, Chiara Quintili, Giulia Ambrosi, Laura Suma, Angela Zenare, Virginia Comazzetto, Raffaella Tagliente.
La produzione si avvale delle musiche originali di Pëtr Il’ič Čajkovskij, della direzione tecnica e light design di Antonio Colaruotoloro, delle scenografie realizzate da Martina Fanfarillo, Samuele Sabbatini, Eleonora Colasanti e Gianna Pietrobono, e dei costumi firmati da Giuseppe Iaconis, con la collaborazione dell’Accademia di Belle Arti di Frosinone.
La responsabile di produzione è Antonella Granata, mentre Caterina Capecci cura l’assistenza coreografica.
Le parole dei coreografi
Alessia Gatta racconta di essersi avvicinata al capolavoro con “curiosità e ascolto”, cercando spazi in cui il suo linguaggio potesse dialogare con la tradizione senza sovrastarla: una reinterpretazione che vuole essere un omaggio rispettoso, una lente nuova su un titolo amatissimo.
Manuel Paruccini, la cui storia artistica è profondamente intrecciata a Lo Schiaccianoci, parla di un processo creativo “istintivo”, in cui il balletto classico incontra una sensibilità più contemporanea, senza rinunciare all’eco della partitura di Tchaikovsky e della drammaturgia originale.
Uno Schiaccianoci che invita a volare
Questa produzione non è solo una reinterpretazione del balletto: è un atto d’amore verso la memoria e l’immaginazione, una celebrazione della danza come linguaggio capace di attraversare epoche e rinascere ogni volta diverso.
A Natale, per due sere soltanto, la magia torna a brillare: il tempo si sospende, la famiglia si ritrova, e il desiderio di volare torna possibile. La meraviglia è pronta a riaccendersi.
Alberto Leali