Il nuovo album del cantautore romano, in uscita il 27 marzo per Honiro/Island Records, è un viaggio sincero tra fragilità, domande e desiderio di trovare il proprio posto nel caos contemporaneo
C’è chi scrive canzoni per raccontare storie e chi, invece, le usa per orientarsi. Con stare al mondo, il nuovo album in uscita venerdì 27 marzo per Honiro/Island Records (Universal Music Italia), Matteo Alieno sceglie la seconda strada: trasformare la musica in una bussola emotiva per attraversare uno dei percorsi più complessi che esistano, quello della vita.
Cantautore, autore e polistrumentista romano, Matteo Alieno firma un lavoro che suona come un diario aperto. Pagina dopo pagina – o meglio, traccia dopo traccia – emergono riflessioni intime, dubbi, sensi di colpa e slanci improvvisi. È un disco dedicato a chi si sente fuori posto, a chi fatica a trovare coordinate stabili nel disordine del presente, ma continua ostinatamente a cercare un senso personale alle cose.
Il cuore dell’album sta proprio in questa tensione: accettare la propria diversità senza smettere di interrogarsi. Le canzoni non offrono risposte facili né soluzioni universali. Al contrario, rivendicano il diritto di restare domande aperte. Perché, sembra suggerire l’artista, il vero atto rivoluzionario è concedersi il tempo di chiedersi chi si è, cosa si vuole, come si desidera abitare il mondo.
Dal punto di vista sonoro, stare al mondo si distingue per un approccio caldo e autentico. Le parole, dirette e viscerali, oscillano tra ironia e malinconia, arrivando talvolta a una sincerità quasi disarmante. La musica segue la stessa traiettoria: un pop d’autore suonato, materico, con un’anima analogica che richiama tanto la grande tradizione cantautorale degli anni Settanta quanto certe atmosfere dell’indie rock britannico. Il risultato è un equilibrio tra radici e contemporaneità, tra immaginario italiano e suggestioni internazionali.
Determinante nella costruzione del progetto è stato l’incontro con Luca Caruso. I due hanno lavorato fianco a fianco a Londra, città in cui il disco ha preso forma e identità. Caruso ha prodotto gran parte dell’album, suonando e co-scrivendo tre brani e contribuendo in maniera decisiva a definire un suono ricco di sfumature ma sempre coerente. Si percepisce, lungo tutto il lavoro, il piacere di fare musica insieme, di sperimentare e di lasciare spazio all’istinto.
Più che un punto di arrivo, stare al mondo appare come un processo. Un invito a smettere di rincorrere modelli imposti o traguardi stabiliti da altri, per concentrarsi su una crescita autentica, personale, imperfetta. Crescere, amare, soffrire, perfino fermarsi: ogni scelta diventa legittima quando nasce da un ascolto profondo di sé.
Il disco sarà presentato dal vivo in due appuntamenti speciali: il 29 aprile al Monk di Roma e il 7 maggio all’Arci Bellezza di Milano. Due occasioni per ascoltare queste nuove canzoni nella loro dimensione più naturale, quella del palco, dove le domande possono trasformarsi in condivisione.
Con stare al mondo, Matteo Alieno non offre mappe definitive, ma traccia un sentiero personale. E invita chi ascolta a fare lo stesso: trovare il proprio modo, unico e irripetibile, di esistere.
Roberto Puntato