Al cinema dal 1º luglio distribuito da Universal Pictures
E se i veri pionieri di Hollywood fossero stati due Minions? È da questa irresistibile follia che prende vita Minions & Monsters, il capitolo più sorprendente dello spin-off dedicato agli esserini gialli di Illumination. Pierre Coffin trasforma quella che poteva essere una semplice avventura comica in una dichiarazione d’amore alla Settima Arte, costruendo un racconto che diverte i bambini e strizza continuamente l’occhio agli spettatori più cinefili.
La storia segue Harry e James, due Minions dimenticati dalla storia ufficiale del cinema ma, secondo la fantasia del film, protagonisti assoluti della sua nascita. Harry vive per la macchina da presa, James è un narratore nato: insieme inseguono il sogno di realizzare il più grande monster movie mai visto, nella speranza di conquistare l’ambitissima Banana d’Oro. Intorno a loro si muove il consueto esercito di Minions, impegnato nell’eterna ricerca di un perfido padrone da servire, fino a quando il destino dei due amici e quello dei loro compagni finiranno inevitabilmente per intrecciarsi.
La prima mezz’ora è una vera festa per chi ama il cinema. Coffin gioca con la storia della settima arte come un bambino in un gigantesco parco divertimenti: i Minions sbucano accanto ai fratelli Lumière, si infilano nei trucchi di Méliès, attraversano il cinema di Charlie Chaplin, Buster Keaton e Harold Lloyd, trasformando ogni classico in un’occasione per una gag irresistibile. Il viaggio non si ferma al cinema muto: le citazioni spaziano con sorprendente libertà da Casablanca a Lo squalo, da Quarto Potere a E.T., fino a Matrix, senza dimenticare un esilarante cameo di George Lucas.
La trovata più brillante riguarda l’arrivo del sonoro. Come molte vere star del cinema muto, anche i Minions vengono improvvisamente messi da parte perché incapaci di parlare una lingua comprensibile. È uno spunto intelligente che permette al film di raccontare, dietro la comicità, uno dei passaggi più importanti della storia del cinema. Naturalmente la loro personale versione del sonoro è un’esplosione di nonsense linguistico, con frasi improbabili che mescolano parole di ogni lingua e confermano ancora una volta quanto l’esperanto dei Minions sia una delle invenzioni comiche più riuscite della saga.
Dietro il vortice di inseguimenti, esplosioni e gag slapstick emerge anche un messaggio inaspettatamente delicato. James rappresenta la creatività che resiste all’omologazione, il desiderio di raccontare storie anche quando tutto sembra remare contro. La sua amicizia con Harry diventa il cuore emotivo del film e impedisce alla narrazione di trasformarsi in una semplice successione di sketch.
Dal punto di vista tecnico, l’animazione di Illumination Paris conferma ancora una volta un tempismo comico praticamente perfetto. Ogni movimento, ogni caduta e ogni espressione sono calibrati con una precisione quasi musicale, mentre la regia sfrutta il linguaggio del cinema classico per costruire continui omaggi visivi. Perfino alcune scene insolitamente esplicite per gli standard dello studio – tra squali affamati, mostri giganteschi e improbabili decapitazioni – vengono gestite con leggerezza, senza mai perdere il tono giocoso.
Non tutto però funziona allo stesso livello. La parte centrale disperde parte dell’energia iniziale accumulando situazioni sempre più folli senza un vero crescendo narrativo. I mostri, pur ricchi di riferimenti al cinema fantastico, finiscono spesso per apparire più come strumenti della trama che autentici personaggi, e alcune idee secondarie avrebbero meritato maggiore spazio, come il tenerissimo robottino innamorato della giovane suffragetta.
Eppure il film possiede qualcosa che mancava ai precedenti spin-off: una vera anima. Non si limita a sfruttare la popolarità dei Minions, ma riflette sul potere dell’immaginazione, sull’importanza di raccontare storie e sul cinema come luogo in cui il caos può trasformarsi in magia. Pierre Coffin dimostra una sincera passione per la storia della settima arte e la restituisce con autoironia, affetto e una contagiosa voglia di giocare.
Minions & Monsters è forse il miglior spin-off dedicato ai celebri personaggi gialli: imperfetto, dispersivo in alcuni momenti, ma animato da un entusiasmo raro e da un amore autentico per il cinema. Un’avventura che diverte con il suo umorismo surreale e, tra una banana e un mostro gigantesco, ricorda che ogni grande film nasce prima di tutto da qualcuno che ha avuto il coraggio di immaginare l’impossibile.
Alessandra Broglia