Al cinema dal 19 marzo con 01 Distribution
A vent’anni dal primo Notte prima degli esami, il cinema italiano torna a raccontare la maturità con Notte prima degli esami 3.0, diretto dall’esordiente Tommaso Renzoni. Il film tenta un equilibrio delicato tra il richiamo al passato e l’attenzione alle nuove generazioni, aggiornando la classica commedia scolastica a un contesto contemporaneo segnato dai social, dai monopattini elettrici, dal poliamore e da un’ansia collettiva per il futuro.
Se la pellicola del 2006 firmata da Fausto Brizzi (co-sceneggiatore di questo nuovo capitolo) aveva costruito il suo successo sulla nostalgia degli anni Ottanta – dai vinili alle canzoni iconiche – questo terzo film sposta il focus dalle etichette culturali al cuore delle emozioni. Qui il legame tra adolescenti e adulti non passa più attraverso oggetti o citazioni, ma attraverso fragilità condivise, desideri repressi e timori esistenziali. Giulio (Tommaso Cassissa), il protagonista, vive con la madre senza figure paterne evidenti; il migliore amico Cesare (Adriano Moretti) è cresciuto con la nonna, mentre Allegra (Alice Lupparelli) affronta la mancanza materna. Persino la professoressa Castelli (Sabrina Ferilli), incarnazione di severità e autorità, porta con sé ricordi e rimpianti personali.
Il film mantiene la struttura tipica della saga: un gruppo di liceali romani si prepara alla maturità tra amori segreti, piccoli tradimenti, dinamiche di amicizia messe alla prova e un’attenzione ai nuovi modelli di relazione. Renzoni e Brizzi riescono a riproporre l’alchimia tra studente e insegnante, con la figura della Castelli che ricorda quella di Faletti nel film originale, trasformando il confronto scolastico in una sorta di lezione di vita: non conta solo il voto, ma ciò che si prova nel percorso per raggiungerlo.
Sul fronte stilistico, Notte prima degli esami 3.0 gioca con elementi di modernità: riferimenti ai tiktoker, inserimenti di brani pop contemporanei come quelli di Ditonellapiaga (qui anche attrice), Olly e The Kolors, e citazioni sottili che richiamano la cultura degli anni passati senza fossilizzarsi su di essa. L’umorismo funziona a tratti, più efficace nei comprimari come Adriano Moretti e la nonna interpretata da Teresa Piergentili, mentre le ingenuità nella regia e qualche product placement eccessivo interrompono a volte il ritmo narrativo.
Il punto di forza del film resta il tentativo di fotografare la Generazione Z in tutta la sua complessità: ragazzi che affrontano ansie, preoccupazioni per l’ambiente e un rapporto continuo con la tecnologia, senza dimenticare le emozioni universali che legano l’adolescenza a ogni epoca. Tuttavia, alcune tematiche restano solo accennate, senza ricevere la profondità che meriterebbero, limitando un po’ il film nella costruzione di un ritratto generazionale realmente incisivo.
In conclusione, Notte prima degli esami 3.0 è una commedia fresca e leggera, capace di divertire e di far sorridere chi ha vissuto l’esperienza della maturità. Pur non raggiungendo l’impatto culturale e sentimentale del film originale, riesce a stabilire un dialogo tra passato e presente, tra nostalgici e nuovi adolescenti, offrendo una visione simpatica e contemporanea della scuola, dell’amicizia, dei primi amori e delle prime responsabilità della vita adulta.
Alessandra Broglia