Il 30 gennaio la Sala Squarzina ospita il film di Matteo Parisini che mette a confronto due generazioni della fotografia italiana
Il 30 gennaio 2026 la Sala Squarzina del Teatro Argentina ospita la prima nazionale di Oltre il confine. Le immagini di Mimmo e Francesco Jodice, documentario scritto e diretto da Matteo Parisini. Un appuntamento speciale, a ingresso gratuito, che propone un incontro raro e intenso: quello tra un padre e un figlio, entrambi protagonisti assoluti della fotografia contemporanea, messi per la prima volta di fronte alle proprie opere e alle proprie storie.
Dopo l’anteprima mondiale alla Festa del Cinema di Roma lo scorso autunno, il film arriva nella capitale alle ore 19 come occasione di riflessione sul rapporto tra arte e vita, memoria familiare e ricerca creativa. Al centro del racconto ci sono Mimmo Jodice, maestro riconosciuto a livello internazionale, e Francesco Jodice, artista che dagli anni Novanta ha costruito un percorso originale indagando le trasformazioni sociali, urbane e geopolitiche del presente.
Il documentario prende forma come un dialogo aperto e intimo: seduti attorno a un tavolo, padre e figlio si confrontano osservando le proprie immagini, lasciando affiorare ricordi, differenze, affinità e visioni del mondo. Attraverso parole, fotografie e materiali d’archivio – pubblici e privati – il film attraversa oltre sessant’anni di storia della fotografia, mostrando come uno stesso linguaggio possa evolvere, mutare e rinnovarsi nel passaggio tra generazioni.
Arrivato a pochi mesi dalla scomparsa di Mimmo Jodice, Oltre il confine assume anche il valore di un omaggio profondo e misurato. La figura del padre emerge nella sua forte relazione con Napoli, nella tensione metafisica delle sue immagini e nella costante sperimentazione del mezzo fotografico. Accanto a lui, la voce di Francesco racconta un percorso diverso ma complementare, orientato verso le grandi metropoli globali, le dinamiche del potere e i mutamenti del paesaggio sociale contemporaneo.
Matteo Parisini, già autore del documentario Infinito. L’universo di Luigi Ghirri, affronta qui un tema raramente esplorato con questa intensità: la trasmissione dell’arte come eredità viva, fatta non solo di insegnamenti tecnici, ma di posture etiche e poetiche davanti al reale. La fotografia diventa così terreno di confronto umano prima ancora che artistico, spazio in cui due sensibilità diverse si incontrano senza mai sovrapporsi.
Prodotto da Ladoc e Jump Cut, con il sostegno della Direzione Generale Cinema e Audiovisivo e il contributo di Film Commission Regione Campania, Fondazione Modena e Trentino Film Commission, il film continuerà il suo percorso con una serie di proiezioni-evento in tutta Italia. La prima tappa annunciata dopo Roma è il 7 febbraio 2026, al Cinema Modernissimo di Bologna, in occasione di Arte Fiera.
Alberto Leali